Non si fermano le mire di espansione del clan Fabbrocino nato a San Gennaro Vesuviano e che è già egemone in tutto il territorio sino a Striano. Dopo lo spostamento di ricche frange al Nord Italia ed in parte all’estero, adesso nel bersaglio è finita quella miniera d’oro del Cilento. L’Antimafia lo dice chiaramente nella sua ultima relazione, affermando che la camorra vesuviana ha una base ad Agropoli al fine di conquistare la “perla” del Mediterraneo.

La cosca vesuviana, tuttavia, non è da sola e si rischia lo scontro. Se non fa troppa paura il “cartello” locale della famiglia nomade Marotta, ci sono i calabresi che come i Fabbrocino hanno posato gli occhi sul Cilento: «L’area del Medio e Basso Cilento – spiega la Dia – è esposta anche alle mire della criminalità organizzata calabrese e si caratterizza per l’operatività dei gruppi facenti capo alle famiglie Gallo e Balsamo di Sala Consilina, in passato consorziate in un unico sodalizio e oggi divise. Nello specifico, la famiglia Gallo è risultata in contatto con cosche dell’alto Ionio e Tirreno cosentino.