Striano, amministratori ed ex si accapigliano per il “rudere della discordia”


1800

Può un vecchio casolare di campagna – trasformatosi nel frattempo in un rudere abbandonato – che per anni e anni ha creato non pochi disagi alla circolazione stradale lungo uno via provinciale, diventare oggetto di una disputa dialettica strumentale, faziosa, a tratti puerile tra opposti contendenti? Ebbene la risposta purtroppo è sì. È quanto è accaduto nelle ultime ore a Striano, tra l’ex primo cittadino, Antonio Del Giudice e l’attuale sindaco, Aristide Rendina.



Un vecchio rudere di circa 50 metri quadrati che ostruiva e non poco il passaggio delle auto e dei mezzi pesanti lungo la via provinciale che collega i comuni di Striano e di Sarno, è stato finalmente abbattuto ieri con l’intervento di una ruspa, consentendo così un allargamento dell’asse viario, atteso ormai da qualche decennio. Crolla l’ostacolo fisico ma nel frattempo monta la polemica politica, perché in questi casi è facile fare la corsa sui meriti, per qualcosa che dovrebbe avere dei canoni di normalità ma poi viene presentato all’opinione pubblica come un “evento straordinario”.

Tutti a precipitarsi sul luogo oggetto dell’abbattimento e a postare foto e commenti per accaparrarsi l’esclusiva dell’iniziativa. Da un lato l’ex sindaco Del Giudice che commenta così: «Dopo anni di riunioni, incontri, conferenze di servizio, sopralluoghi, cari amici imprenditori che si sono fatti in quattro per mettere insieme le tante anime diverse, oggi finalmente, sulla scia di tutto quanto fatto negli anni precedenti (e segue la citazione di diverse persone a suo dire coinvolte ndr), si allarga il Ponte di Via Sarno». Ma subito gli fa eco la dichiarazione dell’attuale primo cittadino, Aristide Rendina: «Ma che sciacalli! L’abbattimento del rudere tra Sarno e Striano? È solo ed esclusivamente merito di Giuseppe Canfora, sindaco di Sarno e presidente della provincia di Salerno. Grazie a lui – prosegue Rendina – È mai possibile che questi avvoltoi del giorno dopo, non hanno ancora capito che il loro tempo è finito? Non hanno capito che sono semplicemente ridicoli e fuori luogo? Le comparsate e le menzogne non servono a questo paese. A cosa serve cercare, con spudoratezza, di attribuirsi meriti che non hanno? Comparire ossessivamente, solamente per rubare una foto, dopo che già tutto si è compiuto?».

E ancora si legge nella nota: «Giovedì 22 giugno 2017, finalmente, è stato abbattuto, in Via Sarno, il rudere che ostacolava l’ampliamento del ponte, un ulteriore passo in avanti verso il progresso dei nostri territori. Questo abbattimento lo dobbiamo semplicemente e solamente alla tenacia di Giuseppe Canfora, capace ed onesto amministratore. Tutto il resto è accattonaggio e sciacallaggio politico».

Conclude Rendina: «C’è chi è abituato alle foto, noi abbiamo dimostrato di essere abituati ai fatti ed alla soluzione dei problemi, quello stiamo facendo e quello continueremo a fare, con buona pace di chi politicamente ha fallito e non avrà futuro politico, nonostante gli ombrelli».  A Striano, intanto, si susseguono i commenti sui social e per strada. In tanti non hanno fatto mistero di un certo stupore, perplessità e sconcerto sul fatto che si parli da ambo le parti di “cambiamento”, finendo poi per polemizzare intorno ad un “vecchio rudere”.

Vuoi restare sempre aggiornato sulle notizie della tua città? Iscriviti al nostro servizio Whatsapp CLICCA QUI PER SCOPRIRE COME FARE


SHARE