Sant’Anastasia, sfratto ai carabinieri. La vicenda al ministro: «L’addio alla caserma è un dramma»


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Al ministro dell’Interno, al Ministro della Difesa ha scritto il parlamentare di Forza Italia, Paolo Russo, per un’interrogazione al fine di sapere che «secondo quanto si apprende da diverse fonti giornalistiche, ai carabinieri della caserma del comune napoletano di Sant’Anastasia, che da circa due anni avrebbe ricevuto un avviso di sfratto dai locali sino ad oggi occupati, rimarrebbero solamente due mesi per tentare di trovare una soluzione adeguata per evitare l’abbandono dello stabile. In caso contrario, si dovrebbe procedere con la chiusura della stazione dell’Arma nel citato comune ed il conseguente trasferimento dei militari in servizio nei presidi del circondario, ossia Somma Vesuviana, Pomigliano d’Arco, compagnia di Castello di Cisterna; sin dall’avviso di sfratto avvenuto due anni fa, sono state prese in esame molte soluzioni, successivamente respinte: da ultimo, la possibilità che i militari trovassero sistemazione in un plesso scolastico del comune, poi scartata dopo un difficilissimo consiglio comunale ed a seguito dell’opposizione alla proposta di cedere lo stabile all’Arma da parte del comune e della Corte dei conti».



«Nell’ambito del dibattito sulle possibili soluzioni per procedere al trasferimento della sede dei carabinieri di Sant’Anastasia in altro luogo, ha fatto sentire la propria voce il parroco di Santa Maria La Nova, don Ciccio d’Ascoli, il quale ha pubblicamente annunciato che, durante le funzioni religiose, le sue omelie saranno dedicate ad un’opera di sensibilizzazione della città sul problema. Egli ha infatti dichiarato che la scomparsa di un presidio importantissimo come quello dell’Arma costituirebbe, per il comune di Sant’Anastasia, un vero dramma, anche alla luce del fatto che Sant’Anastasia è sede di un Santuario regionale, quello di Madonna dell’Arco, che attira un flusso di centinaia e centinaia di pellegrini. Inoltre, la microcriminalità, i furti in appartamenti, le truffe agli anziani, le rapine quotidiane, lo spaccio di droga ad ogni angolo di strada, lo spettro dei clan della camorra che anche se qui sono stati decapitati, allignano in aree limitrofe e potrebbero fare del nostro paese terra di conquista».

Russo continua: «Dal canto suo, il sindaco della città, Lello Abete, ha affermato di essersi messo in movimento allo scopo di cercare soluzioni, in quanto non è intenzione del comune consentire che il territorio rimanga sguarnito; a tal proposito, ha affermato di aver incontrato nuovamente il prefetto provando a proporre ancora due soluzioni plausibili: si tratta di uno stabile che al momento ospita l’ufficio tecnico e il comando vigili urbani o, in alternativa, una ex scuola di proprietà delle Ferrovie dello Stato italiane; se il Governo intenda fornire i necessari chiarimenti in merito alla vicenda esposta in premessa e quali iniziative di competenza abbia intenzione di intraprendere al fine di evitare la chiusura della caserma dei carabinieri nel comune di Sant’Anastasia ed il trasferimento dei militari in un altro locale, in quanto una presenza dell’Arma sul territorio rappresenta un imprescindibile presidio per la tutela dell’ordine e della sicurezza dei cittadini».

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