Ricordate la droga, a chili, trovata all’interno delle travi della Statale 268 ritrovata nel tratto verso Angri che da Poggiomarino-Boscoreale conduceva a San Pietro? Nei giorni scorsi, per quella operazione davvero clamorosa, è stato condannato in primo grado il presunto colpevole. Si tratta di un titolare di un mobilificio di Sant’Antonio Abata ma residente a Gragnano. Per Luigi Mascolo, questo il nome dell’imprenditore-narcos, sono stati comminati 12 anni.

L’arresto avvenne nel 2014, dopo che per due anni, secondo le accuse, l’uomo aveva nascosto le sostanze stupefacenti nelle intercapedini della Statale 268 servendosi chissà di quali attrezzature per arrivare ad un’altezza di quasi dieci metri. Un business da centinaia di milioni di euro con l’imprenditore che aveva contatti con la Corsica e altre località da cui faceva arrivare gli stupefacenti, particolarmente la cocaina. Con Mascolo sono stati condannati, sempre a 12 anni di carcere Alain Lieschi, il narcos in Corsica, e Maurizio Amendola alias “capa ‘e fierr”, ritenuto vicino al clan D’Alessandro, 10 anni di carcere.