Poggiomarino, l’allarme dell’ingegnere: «Vogliono costruire un’altra vasca dei veleni nel centro abitato»


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Tanto sudore per provare a fare qualcosa per le vasche di Pianillo e Fornillo – che tra l’altro stanno ancora avvelenando i cittadini – e spunta un terzo bacino, stavolta ancora più prossimo alle abitazioni. Secondo il Puc appena approvato dal Comune di Poggiomarino, infatti, esiste la previsione di costruire una nuova vasca per la raccolta delle acque in città. La zona prescelta è nella curva di viale Manzoni, di fronte all’ex comando della polizia municipale. A scoprire quanto previsto per il territorio è stato l’ingegnere civile, Vincenzo Adamo, componente del Comitato No Vasche e “pasionario” ambientale dell’intera area agrovesuviana.



L’area di viale Manzoni dove potrebbe sorgere la vasca. Nel riquadro l’ingegnere-pasionario Vincenzo Adamo

Ingegnere, com’è possibile pensare ancora oggi ad una vasca di raccolta acque nel cuore di Poggiomarino?

«La progettazione messa in campo di concerto con l’Amministrazione poggiomarinese non tiene conto della normativa attuale sulla regimentazione delle acque di prima pioggia. Si tende ad accumulare volumi e non ad assorbirli. L’approccio resta quello sbagliato, ed in regioni evolute il comparto è stato regolamentato, dunque il quantitativo viene disperso in superfici permeabili. Nel Puc non si tiene conto di tutto questo, che è la vera novità del settore».

Che dimensioni avrebbe la vasca e dove sorgerebbe precisamente?

«C’è da considerare che nel preliminare non tutto è chiaro, ma c’è una “macchia” che si vede ad occhio intorno ai 600-700 metri quadrati, poi bisogna valutare la profondità. La vasca sarà realizzata a margine del Canale Conte Sarno, in un terreno incolto all’interno del curvone di viale Manzoni».

Un grave errore da parte dell’Amministrazione?

«Più che altro è la logica ad essere ipocrita. In pubblico si ribadisce che sono contrari alle vasche di laminazione e al Grande Progetto Fiume Sarno, poi si approvano delibere opposte, come ad esempio anche per il Parco Fluviale, dove il Comune di Poggiomarino dà per scontato la realizzazione delle vasche di Vetice che pure si farebbero solo con l’ok al progetto della Regione».

È pur vero, però, che il Puc va ancora approvato e che tutto può essere cambiato con osservazioni e attraverso il consiglio comunale…

«Si, ma è vero solo in parte. Il rapporto con i tecnici che hanno redatto il piano ormai è finito, e l’incarico per le modifiche va dato ad un altro gruppo o all’Ufficio Tecnico. Dobbiamo sapere però se si è in grado di cambiare le tavole del preliminare. Queste vasche non andavano proprio recepite. Ora si vuole dare responsabilità alle associazioni sulle osservazioni. Basta che noi ed i comitati restiamo un pochino in silenzio per fare passare il progetto così com’è adesso. Inoltre l’attuale legge dice che i comuni adottano il Piano urbanistico comunale entro il termine perentorio del 31 dicembre 2018 e lo approvano entro il termine perentorio del 31 dicembre 2019. Alla scadenza dei termini, si provvede all’attuazione per l’esercizio dei poteri sostitutivi. Ma a quanto pare, per adesso, non si parla di nulla e manca un anno e mezzo alla scadenza».

Quali saranno le conseguenze per Poggiomarino?

«Impossibile per motivi tecnici pensare ad un bacino pulito in cui è possibile persino fare il bagno. L’impatto ambientale sarà notevole. Mi chiedo inoltre di chi sarà il compito di fare gli espropri, di costruire la vasca e di gestire la manutenzione».

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