Poggiomarino, donna getta rifiuti in strada: era senza patente su apecar risultato rottamato


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Tre reati in un solo colpo, dopo essersi fatta beccare a gettare spazzatura di diverse tipologie nei pressi del ponte di via Ceraso, dunque ad un passo dall’isola ecologica cittadina. Succede a Poggiomarino, dove continuano i controlli contro lo sversamento selvaggio nonostante i tantissimi casi davvero difficili da tenere sotto occhio tutti insieme.



In questa fattispecie è stata una donna del posto a finire nei guai, una madre e forse nonna poggiomarinese che è stata naturalmente denunciata per abbandono di scarti sulla pubblica via, ma che nello stesso contesto si è messa nei guai anche per guida senza patente e per problemi relativi all’apecar con cui è giunta sul posto nel tentativo di lasciare l’immondizia mista accumulata chissà dove. Insomma, dopo essere stata fermata con il carico, infatti, i militari dell’Arma agli ordini del maresciallo Andrea Manzo hanno ovviamente fatto scattare tutti i controlli del caso, e si è inoltre appreso che la donna non aveva mai conseguito la patente che invece è obbligatorio per guidare il tipo di mezzo pilotato.

Ma non è tutto: da successive ispezioni, infatti, i carabinieri della locale stazione hanno accertato che la targa dell’apecar era stata montata sul telaio di un mezzo simile a tre ruote che risultava però già essere stato rottamato. Insomma, un bel pasticcio che ha complicato ulteriormente la posizione della sversatrice di rifiuti misti in via Ceraso, arrivata sotto al ponte dell’arteria per liberarsi di un carico composto da sfalci di potatura, plastica e rifiuti solidi urbani. L’ennesimo intervento delle forze dell’ordine proprio nell’area di via Ceraso, tra l’altro la stessa in cui la ditta per la raccolta urbana è autorizzata dal Comune per compiere le operazioni di travaso dell’immondizia. Una questione sorta con forza nell’incontro di Poggiomarino Ambiente nei locale dei Santi Sposi. E guarda caso, proprio su quella strada, le forze dell’ordine sono entrate in azione al fine di bloccare la donna accusata di un “multireato”.

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