Secondo il giudice la morte è arrivata per «una tromboembolia polmonare acuta e massiva in assenza di segni premonitori»; inoltre il medico ha adottato le scelte terapeutica più appropriata e una condotta secondo le linee guida di riferimento. Dunque, non è un caso di malasanità la morte di Rossella Pinto, 43enne di Palma Campania e del bimbo che portava in grembo avvenuta nel dicembre del 2013.

Sotto accusa c’era il ginecologo Giovanni Buonannno che è stato assolto con formula piena dai capi d’imputazione. Il decesso della mamma e del piccolo avvenne all’ospedale San Giovanni Bosco di Napoli dove Rossella venne ricoverata per un distacco del sacco amniotico. Un decesso che insomma fu “solo” un tragica fatalità.