Non piove da marzo, allarme siccità per le coltivazione del Vesuvio: «Terreni asciutti e polverizzati»


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La situazione della siccità in Campania si sta ancora delineando, ma il trend è in negativo, come negli ultimi due anni. Sulla regione piove sempre meno, soprattutto nel periodo tra ottobre e marzo, quello cioè che serve alla ricarica delle falde acquifere che nutrono il sistema idrico regionale. Ed è subito allarme. Le strutture deputate dell’assessorato dell’Ambiente della Regione sono in procinto di fornire una mappatura completa delle situazioni di possibile crisi, aggregando i dati pluviometrici e comparandoli a quelli delle stagioni precedenti; un lavoro che sarà pronto solo alla fine della prossima settimana.



Ma intanto già anticipano all’Agi che i bacini, soprattutto quelli di acqua potabile, potrebbero registrare delle criticità. L’allarme in realtà è stato lanciato anche da Legambiente Campania che ha scritto nei giorni scorsi alla Regione affinché dia indirizzi i sindaci ad emanare ordinanze di razionalizzazione dell’uso dell’acqua e a fare appello ai cittadini a evitare gli sprechi, predisponendo anche già un servizio di autobotti.

Per la Coldiretti regionale, inoltre, le prime criticità si vedono ora nel Vesuviano, dove i frutticoltori sono già alle prese con una mancanza di piogge da marzo e un terreno asciutto e polverizzato in superficie. L’associazione degli agricoltori segnala anche problemi pure adesso esistenti nel Casertano. Molti comuni del Salernitano, poi, da Agropoli in giù, hanno ridotto da settimane del 10-15% la portata dell’acqua immessa nelle conduttore. Del resto il Sud per intero sconta, a guardare dati pluviometrici, un decremento del 34% nelle nella piovosità questo inverno.

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