Grande Progetto Sarno, i lavori andranno avanti. Il Comitato No Vasche: «Delusi da De Luca»


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«Siamo delusi da De Luca». È questo il commento postato sui suoi profili social da Emiddio Ventre, presidente del Comitato No vasche, No inquinamento, Si alla messa in sicurezza del fiume Sarno. «Purtroppo solo ora veniamo a conoscenza della delibera della Giunta regionale n. 282 del 23 maggio scorso con la quale viene chiesto di accelerare in merito all’avvio dei lavori del Grande Progetto Sarno – precisa Ventre – Siamo delusi e perplessi soprattutto dopo che il presidente De Luca a gennaio 2017 promise in un incontro pubblico a Poggiomarino (a cui seguì l’inizio dei lavori di bonifica della Vasca Fornillo) che il Grande Progetto Sarno andava rivisto eliminando le vasche di laminazione, perplessi perché il 17 novembre 2016 a Striano (per volere del suo sindaco), si riunirono 11 consigli comunali congiunti per ribadire che il progetto andava modificato e che le vasche di esondazione controllata avrebbero costituito un ulteriore strumento di diffusione della contaminazione del suolo e delle falde acquifere, poiché la Valutazione dell’impatto ambientale del 2013 non teneva conto  delle acque della Solofrana che incrementano il loro carico inquinante di origine chimica, soprattutto durante le piogge. Ciò dovuto agli sversamenti abusivi che nessuno ad oggi riesce a fermare e a controllare».



«Come Comitato No Vasche – prosegue Ventre – chiediamo la messa in sicurezza ed abbiamo sempre sostenuto che i 217 milioni di euro non devono ritornare in Europa, ma se il progetto non verrà modificato e andrà avanti con i 100 ettari di vasche in esso previste (sottratti ai terreni agricoli delle aree di Striano, Poggiomarino e San Valentino Torio n.d.r.), allora faremo perdere i soldi perché non si possono usare fondi per mettere a rischio la salute dei cittadini attraverso la contaminazione della catena alimentare». La domanda: «Come bloccare il progetto?» Ventre risponde: «Semplice, abbiamo già individuato diversi difetti procedurali pronti da sottoporre al Tar e, se poi necessario, al Consiglio di Stato al momento opportuno ed anche se ci dovesse essere una “sentenza politica” a loro favorevole, avremmo perso altri 3 anni, cioè quelli sufficienti a far perdere i finanziamenti del Por 2014-2020, poiché entro questo arco temporale i lavori devono essere realizzati. Non volevamo arrivare a questo, ma visto che il governatore De Luca si rimangia quello che ha promesso e l’assessore regionale all’Ambiente Bonavitacola, non ha mai voluto un confronto con i nostri tecnici, noi andremo avanti sia legalmente che politicamente al momento opportuno. Peccato che abbiamo scoperto la delibera solo dopo le elezioni amministrative» conclude Ventre.

 

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