Gli demoliscono la casa, 64enne muore di crepacuore: era di Poggiomarino


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È morto d’infarto mentre gli demoliscono la casa, la tragedia di sabato scorso avvenuta a Eboli ha visto protagonista il 64enne Salvatore Garofalo aveva 64 anni, che da anni viveva a Campolongo, in una zona dove ci sono 12 case abusive e da cui era arrivato da Poggiomarino proprio per realizzare il suo sogno di vivere vicino al mare.



Il dolore e la disperazione per quello scenario sono stati troppo forti. Il suo cuore non ha retto e cosi Salvatore Garofalo è stato stroncato da un infarto davanti all’uscio di casa: «Nella stessa zona ci sono – secondo l’avvocato Damiano Cardiello che segue la famiglia – almeno altre dodici, quindici case abusive. Ma più che di case, parliamo di manufatti. È una zona dove il degrado la fa da padrona, purtroppo».

Il pensionato – che aveva il sussidio statale dopo il trapianto di un rene – abitava insieme alla moglie, Maria Izzo e ai tre nipoti, tutti minorenni. La coppia, ex braccianti agricoli entrambi, aveva tre figli: Enzo, Lucrezia e Domenica. Dal 1998 andava avanti il braccio di ferro con lo Stato. «Al momento – sottolinea ancora il legale – prima di vedere se la struttura verrà effettivamente abbattuta, è da attendere la concessione in sanatoria da parte del Comune di Eboli che verrà valutata, la Camera di Consiglio della Corte di Appello con l’incidente di esecuzione e poi l’eventuale approvazione del ddl Falanga. Non dimentichiamo che in quella casa abitano anche tre bambini piccoli. La situazione è molto delicata».

«Salvatore è stato vittima di uno Stato burocrate e formale. Io – sottolinea ancora l’avvocato – avevo chiesto la sospensione della demolizione il 27 maggio. Quella era la loro prima e unica casa di proprietà che avevano. Si sarebbe potuto pensare ad una sospensione di un anno in attesa di attendere il futuro del ddl Falanga, invece la macchina burocratica non si è fermata».

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