Arriva la replica da parte dei proprietari del terreno adiacente a Cappella Leone a San Gennaro Vesuviano, ed è durissimo nei riguardi di don Aniello Nappi che aveva accusato gli acquirenti del lotto di non volere fare dire più messa all’interno del luogo sacro. E invece per la proprietà, rappresentata dall’imprenditore Francesco Giugliano, la situazione è diametralmente opposta ed è il parroco ad avere chiuso arbitrariamente la cappella.

Giugliano, infatti, attraverso una nota stampa afferma di «avere acquistato un terreno che confina con la Cappella Leone. Tale terreno era abbandonato da anni, fra l’altro oggetto di scarico di rifiuti, incolto e pieno di animali vari». «Dopo l’acquisto, il signor Giugliano ha ripulito tale terreno e sta tentando di recintarlo. Mai il signor Giugliano Francesco ha accampato diritti sulla chiesa confinante né è mai stato in possesso delle chiavi della stessa, né ha mai impedito in alcun modo l acceso alle entrate della chiesa», aggiunge la nota.

E ancora: «É stato il parroco a chiudere arbitrariamente la chiesa ai fedeli, togliendo addirittura le chiavi alle due persone che lo aiutavano a temerla pulita. Oggi intorno alla chiesa non ci sono più sterpaglie, topi, serpenti e cani randagi, né muri cadenti. Insomma, tutt’altra cosa rispetto al degrado di cui parla il parroco nel manifesto che ha fatto affiggere e che è stato riportato da alcuni organi di stampa».