È trascorso poco più di un anno da quell’8 maggio in cui Paolo Ruocco, autista di bus di Pompei perse la vita a 56 anni. Una morte che ha sempre fatto gridare al caso di malasanità da parte dei familiari che si sono rivolti a due esperti che proprio nei giorni scorsi hanno tratto le proprie conseguenze. A riportarle è il quotidiano Roma in edicola questa mattina: «La lettura della cartella clinica – dicono i medici – ci porta a rilevare la scarsa attenzione dei sanitari verso tale processo morboso e un ritardato intervento di circa 2 ore dell’anestesista allorché le condizioni generali precipitarono. Tali comportamenti il primo imperito, il secondo negligente, debbono essere considerati causalmente collegati all’evento morte. Tanto premesso riteniamo che il comportamento dei sanitari del presidio ospedaliero di Sorrento nella notte tra il giorno 7 e il giorno 8 maggio 2016 siano da censurarsi».

Quella mattina Ruocco era andato a lavoro in costiera sorrentina con qualche linea di febbre. A fine servizio aveva accusato un leggero malore tanto da essere coinvolto in un lieve incidente per fortuna senza conseguenze. Poco dopo, il 56enne era stato colto da un nuovo collasso e portato in ospedale a Sorrento, qui lo avevano raggiunto la moglie e la figlia, ma l’autista non si era mai più ripreso, morendo dopo circa 6 ore dal ricovero.