In città non si parla d’altro: le maestre arrestate hanno sconvolto l’intera città di Poggiomarino e l’area limitrofa, considerando che una delle insegnante ai domiciliari è residente a Striano. Ieri mattina, inoltre, per M. S., 59enne poggiomarinese e T. F. strianese di 49 anni è arrivata anche la sospensione da parte dell’Ufficio scolastico regionale (l’ex provveditorato). Un atto dovuto in attesa di altri provvedimenti e che al momento cambia di poco le carte in tavola, siccome le maestre non possono comunque insegnare vista la misura cautelare a loro carico.

La preside del plesso Miranda, che fa capo alla scuola Tortorelle, Rosanna Maria Luisa Ferraro, è stata tutta la mattinata a Napoli in direzione regionale proprio per parlare di quanto avvenuto nella sua scuola. Chi l’ha vista in questi giorni ha parlato di una donna distrutta, molto provata da quanto accaduto all’interno del plesso che dirige da diversi anni. La dirigente scolastica non ha voluto rilasciare dichiarazioni alla stampa, ma sono stati tanti i genitori ed i docenti che l’hanno avvistata in lacrime.

Sempre ieri, intanto, i bambini della classe dell’ultimo anno di asilo, quella “degli orrori”, non sono entrati in aula. Ancora non ci sono le sostitute delle maestre agli arresti e, naturalmente, per i bambini il “colpo” così all’improvviso di ritrovarsi due figure del tutto nuove può essere molto forte. Già lunedì mattina, infatti, quando i carabinieri sono entrati nell’istituto, i piccoli hanno capito forse troppo. «Hanno portato le maestre in un luogo lontano», hanno riferito gli alunni alle mamme quando sono tornate nel plesso tra via Iervolino e via Dante Alighieri per riprendersi i piccoli. Le loro insegnanti, infatti, erano state portate prima in caserma e poi presso le loro abitazioni a Poggiomarino e Striano dove sono costrette agli arresti domiciliari.

Ad “incastrarle” sono state le telecamere di videosorveglianza installate all’interno dell’aula e che hanno ripreso le scene riguardanti i «ripetuti episodi di violenza e minaccia da parte delle indagate nei confronti degli alunni, le quali in più circostanze e per futili motivi, hanno aggredito fisicamente (schiaffi, spinte, tirate d’orecchie, lancio di oggetti, costrizioni fisiche) e verbalmente i bambini, creando nella classe un clima di paura e timore». Intanto le reazioni a Poggiomarino e sui social network sono tra le più disparate, anche se il clima di condanna sembra essere quello prevalente su tutti gli altri.

Resta ad ogni modo lo stupore per le insegnanti coinvolte, considerate da sempre donne perbene e madri di famiglia impeccabili e che invece, naturalmente è necessario attendere il terzo grado di giudizio, si sarebbero macchiate di tanta violenza.