Gli studenti Usa a Pomigliano per “studiare” la camorra: incontro con la vittima del racket di Sant’Anastasia

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L’Italia meta di studio sui fenomeni criminali e il racket. Siamo un paese e, soprattutto, una regione dove la malavita organizzata ha un notevole peso, per cui l’America viene a “studiarci”. Un gruppo di studenti statunitensi, tredici di giurisprudenza e sette di scrittura libera, sarà infatti in Italia da domenica prossima fino al 6 giugno prossimo per incontrare, tra gli altri, i referenti delle associazioni antiracket del Mezzogiorno, ed in particolare di Pomigliano d’Arco e Cosenza, facendo tappa anche a Castel Volturno, terra di don Peppe Diavisitando i beni immobili confiscati al boss Campolo a Reggio Calabria, ma anche i musei ed i luoghi prettamente culturali del Bel Paese, come il Colosseo e la basilica di San Francesco d’Assisi. Ad onor del vero gli Usa verranno anche ad “imparare” il senso civico delle denunce e delle ribellioni e, più in generale, le capacità di molte aree regionali (oltre che nazionali) di debellare la malapianta delle cosche.



I 13 studenti di giurisprudenza, provenienti dalla James Madison University della Virginia, a Pomigliano d’Arco saranno accolti da Salvatore Cantone, il presidente dell’associazione antiracket “Noviello”, il prossimo 31 maggio. Sarà lui a illustrare ai ragazzi cosa si fa con le associazioni per contrastare il fenomeno del racket e della camorra. «Gli studenti – spiega Cantone – avranno la possibilità di interloquire anche con il gruppo di formazione per la legalità che sarà presente all’incontro». Cantone, imprenditore locale che nel 2005 denunciò le estorsioni subite da un clan camorristico di Sant’Anastasia, è stato molto tempo sotto scorta, e racconterà agli studenti americani la propria esperienza nella Federazione delle associazioni antiracket e antiusura, che ha poi deciso di fargli presiedere quella di Pomigliano d’Arco.

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