C’è un nuovo supertestimone nel processo a carico di Giosuè Ruotolo, si chiama Lorenzo Kari, 54 anni, arrestato dopo un anno e mezzo di latitanza, e che con le sue rivelazioni nell’estate del 2015 aprì la cosiddetta pista bresciana sul duplice omicidio di Trifone Ragone e Teresa Costanza, i fidanzati di Pordenone per cui l’unico imputato è il militare di Somma Vesuviana.

Giosuè Ruotolo in una foto con la vittima Trifone Ragone

Kari sarà ascoltato venerdì, 12 maggio, con traduzione dei carabinieri. «Dirà tutto venerdì», ha rassicurato Maurizio Mazzarella, il difensore di Kari. Agli inquirenti Kari raccontò che mentre era in cella a San Vittore, fra il 4 dicembre del 2013 e il 15 maggio del 2014, avrebbe conosciuto un imprenditore, un certo “Gianni”, che gli avrebbe offerto 100mila euro per assassinare due ragazzi a Pordenone, proprio Teresa Costanza e Trifone Ragone, perché temeva che Teresa potesse rivelare alle autorità informazioni sull’omicidio di Tiziano Stabile, avvenuto a Bedizzole.

Dopo la scarcerazione, nel settembre del 2014, un certo Mario sarebbe venuto a fare visita a Kari a Forgaria, chiedendogli di fare un sopralluogo a Pordenone nella zona del palazzetto. Mario lo avrebbe rassicurato: sarebbe stato lui a procurargli un’arma, una calibro 7.56. Ci sarebbe stato poi un secondo incontro a novembre 2014, con la consegna di 15mila euro in contanti. Kari, però, agli inquirenti spiegò di non aver avuto intenzione di commettere il delitto, ma soltanto di intascare il denaro. Così alle due successive visite di Mario non si sarebbe più fatto trovare. Da febbraio 2015, peraltro, Kari finì in carcere per una serie di furti perpetrati in provincia di Pordenone.

L’8 luglio Kari sottoscrisse tali dichiarazioni. Il 17 luglio le confermò davanti ai pm Matteo Campagnaro e Pier Umberto Vallerin. Poi il 4 agosto del 2015 Kari evase dal Cro di Aviano dove si trovava ricoverato, senza piantonamento, facendo perdere le sue tracce fino all’arresto, l’11 aprile scorso, al campo nomadi a Lobia, frazione di San Giorgio in Bosco.

Gli investigatori dell’Arma non hanno creduto a Kari e lo hanno indagato per le ipotesi di reato di false dichiarazioni ai pm e calunnia, ritenendo che avesse «creato una versione artefatta per suo esclusivo interesse per proporsi come eventuale collaboratore e ottenere benefici processuali. Gli avvocati Roberto Rigoni Stern e Giuseppe Esposito, che difendono Ruotolo, hanno convocato anche alcune amiche di Teresa Costanza, residenti nella zona del palazzetto, frequentatori della palestra di via Interna presenti la sera del delitto, due ufficiali della caserma di Cordenons, il commercialista della famiglia di Teresa che ricevette la pallottola nel suo studio.