Troppi rifiuti in strada: i Comuni di Poggiomarino e Boscoreale condannati a risarcire mobilificio


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La fase più cruenta dell’emergenza rifiuti in Campania continua a produrre effetti negativi sia alle Istituzioni più grandi, che nel “piccolo” dei singoli Comuni. E se la Regione si è ritrovata con il dito puntato dell’Unione Europa, succede che città dal bacino medio-basso si ritrovino a pagare indennizzi a causa di quei cumuli di rifiuti enormi che fino a dieci anni fa sostavano imperterriti per mesi o per anni sempre negli stessi punti, provocando situazioni di degrado assoluto e di sporcizia tale da allontanare automobilisti e pedoni. Un caso simbolico del fenomeno è quello in cui la scorsa settimana sono incappati i Comuni di Poggiomarino e Boscoreale, a causa di una strada periferica in comune e che fino al 2008 era una vera e propria discarica a cielo aperto con tonnellate di rifiuti di tutte le tipologie sparse in strada.



Si tratta di via Boccapianola, arteria che a tutt’oggi non brilla, pur non mostrando però lo scenario apocalittico di una decennio fa e che ha cagionato una sentenza a sfavore degli enti locali. In sostanza il giudice del tribunale di Torre Annunziata ha dato ragione all’istanza di un imprenditore di via Boccapianola, strada dove sorge tuttora il suo mobilificio, un’esposizione di cucine, camere da letto ed altri arredi che nel periodo dal 2005 al 2008 era cronicamente rovinata dalla “monnezza” accatastata all’esterno della vasta attività commerciale, ed in prossimità delle strade di accesso allo stesso megastore poggiomarinese.

La titolare del mobilificio è riuscita infatti a dimostrare che proprio in quel triennio – quando i cumuli superavano i due metri di altezza – gli affari per il suo punto vendita erano vertiginosamente crollati per poi tornare poco a poco a riprendersi non appena la situazione è migliorata e la spazzatura è cominciata poco alla volta ad andare via. Alla denuncia sono state allegate anche le immagini fotografiche delle distese di immondizia in cui naturalmente potevano tranquillamente proliferare ratti ed insetti, e che finivano ulteriormente per allontanare i clienti dal noto centro arredi situato proprio sul confine tra Poggiomarino e Boscoreale.

In effetti, quel tratto di strada di via Boccapianola, appartiene a destra a Poggiomarino ed a sinistra a Boscoreale. E proprio per questo motivo il giudice ha condannato in primo grado entrambi i Comuni a corrispondere circa 46mila e 500 euro alla titolare del negozio di arredamenti «perché le Amministrazioni non avrebbero fatto nulla per ripulire l’area dove sorge l’attività commerciale». In sostanza, ai Comuni viene imputata la mancata raccolta dei rifiuti, che in quel periodo non avveniva per la carenza di discariche o siti di smaltimento in cui conferire i rifiuti solidi urbani.

Eppure Poggiomarino, per un certo periodo, si era dotato di un centro di trasferenza temporaneo per cercare di ripulire alla “meno peggio” le strade cittadine. Ma intanto, per i giudici, i due municipi devono pagare, in attesa dell’esito del ricorso che Palazzo De Marinis ha per adesso già presentato al fine di conservare i quasi 50mila euro che finirebbero tra i debiti fuori bilancio.

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