Le varie zone del vesuviano si contraddistinguono in particolare per la loro bellezza unica nel suo genere, un vero e proprio paradiso naturale. Purtroppo però l’uomo, negli anni, ha cercato di distruggere queste bellezze. Roghi di rifiuti ovunque, hanno fatto sì che la zona vesuviana sia diventata una delle aree a più alto tasso di tumori.

“Terra dei Fuochi”, è così che è conosciuta la nostra terra nel resto del mondo. Ogni paese vesuviano, a malincuore, possiede una sorta di discarica abusiva, ovvero una strada o un’area in cui vengono smaltiti illegalmente i più pericolosi rifiuti esistenti e come ogni settimana abbiamo stilato una classifica, stavolta davvero molto triste, delle “bombe ecologiche” causa rifiuti e roghi presenti sul territorio.

[nextpage title=”Via Aldo Moro (Pompei)”]

Anche città turistiche come Pompei hanno le loro discariche a cielo aperto, soprattutto ovviamente nelle aree periferiche. Sono diversi gli accumuli tra le arterie di collegamento e meno centrali, anche se nel tempo le condizioni peggiori possono essere considerate quelle del verde di via Aldo Moro, dove le operazioni di pulizia sembrano non bastare mai. Nell’arteria spuntano anche vecchi water e materiali di risulta.

[nextpage title=”Via Banchetto (Somma Vesuviana)”]

Campagne prese d’assalto dagli sversatori seriali di spazzatura. È la sorte delle campagne di via Banchetto e delle traverse limitrofe di Somma Vesuviana, dove non ci sono cumuli enormi, ma immondizia riversata in diversi punti. A macchia di leopardo si possono osservare scarti di ogni tipologia: dai vecchi pneumatici, ai ritagli tessili e fino agli ingombranti.

[nextpage title=”Via Feudo (Saviano) “]

Una vera e propria discarica a cielo aperto, è quella che è divenuta nel tempo via Feudo in quel di Saviano. Rifiuti lungo le strade, è questo lo scenario che accompagna Saviano ormai da diverso tempo. Rifiuti di ogni genere, da quelli organici a quelli tessili per passare ai metalli pesanti e chi più ne ha più ne metta. Anche i roghi sono frequenti, il tutto, come sempre, a discapito della nostra salute. E pensare che a due passi esiste anche una scuola. Più volte, ma senza successo, sono stati i Verdi a denunciare lo stato di degrado dei luoghi.

[nextpage title=”Via Cupa di Miano (San Gennaro Vesuviano)”]

In pratica la stessa zona di Via Novesche a Palma appena ripulita, e la inseriamo per far capire la vastità dei terreni inquinati presenti in questa zona e che vengono utilizzati per lo smaltimento di rifiuti edili, tessili e non solo. Strada sterrata che fa parte del comune di San Gennaro Vesuviano, quindi da come si può ben capire problema che dipende da più di un comune. Ma a San Gennaro non è l’unica arteria ridotta a discarica: una menzione “speciale”, purtroppo, la merita anche via Poggiomarino.

[nextpage title=”Boscofangone (Nola)”]

L’area industriale di Nola è tra quelle maggiormente trafitte dalla piaga dell’immondizia a cielo aperto. Qui, purtroppo, si trovano persino residui di prodotti chimici e potenzialmente molto pericolosi. Non mancano, naturalmente, i roghi di rifiuti tossici in una zona che completa il cosiddetto “triangolo della morte” a cui si aggiungono a Nola le località limitrofe di Marigliano e soprattutto Acerra.

[nextpage title=”Via Vasca al Pianillo (San Giuseppe Vesuviano)”]

Altra importante zona soggetta a roghi dolosi, che la fanno entrare di diritto tra le zone più pericolose per la salute nella cosiddetta “Terra dei Fuochi”. Strada che collega la località sangiuseppese con quelle limitrofe di Palma Campania, Poggiomarino e Striano. Terra che continua a bruciare nell’indifferenza totale delle istituzioni, una zona divenuta una vera e propria discarica per le attività produttive dell’area vesuviana che smaltiscono illegalmente i rifiuti aziendali.

[nextpage title=”Via Bosco del Gaudio (Ottaviano) “]

Via Bosco del Gaudio, strada del Comune di Ottaviano ad un tiro di schioppo da Piazzolla di Nola: si trova qui un altro inferno dei rifiuti, un’altra discarica abusiva dove chiunque getta di tutto. Da lastre di amianto pesantemente corrose a rifiuti domestici di ogni genere. Un vero e proprio disastro ambientale, come testimoniato dai cittadini della zona, in un’area poco abitata ma molto frequentata anche per la vicinanza ad una pista automobilistica. Circa 7 sono le abitazioni presenti nella zona. Quindi una vera e proprio pattumiera che in più occasioni è stata teatro di incendi dolosi molto dannosi per la salute.

[nextpage title=”Parco del Vesuvio (Terzigno) “]

Un‘area naturale adatta per chi vuole respirare l’essenza di quello che madre natura ci ha offerto, rovinata dall’uomo attraverso rifiuti sversati illegalmente nei pressi di questo parco imponente. A far danni non è solo lo sversamento illegale di rifiuti, per lo più tessili, ma addirittura il rogo di quest’ultimi al fine di evitare di lasciar tracce, anche se poi il danno alla salute non è indifferente. Non c’è una strada in particolare, purtroppo, perché quasi l’intero territorio del parco protetto ricadente a Terzigno, viene continuamente devastato.

[nextpage title=”Via Fossi (Palma Campania)”]

Altra zona simbolo della “Terra dei Fuochi” è sicuramente Via Fossi, nella periferia di Palma Campania, una strada circondata da terreni e che viene passata da vicino da chi vuole imboccare la Statale 268 nei pressi dell’A30. Ai bordi della strada si possono osservare cumuli di rifiuti, zona che viene utilizzata per lo smaltimento illegale di rifiuti tessili, ma non è raro trovare anche metalli pesanti pericolosissimi per la salute. Recentemente sono stati sequestrati molti ettari di terreni in cui venivano sversati illegalmente o venivano appiccati incendi dolosi al fine di smaltire i rifiuti.

[nextpage title=”Via Annunziata (Poggiomarino)”]

Arteria periferica, a due passi dalla vasca dei veleni di Pianillo e che viene percorsa particolarmente da chi deve raggiungere località limitrofe come Palma Campania, San Giuseppe Vesuviano e Striano. Via Annunziata, in tal senso, è la perpendicolare della più centrale via Sandro Pertini, strada nota nella località vesuviana per ospitare il mercato ovviamente illegale della prostituzione. Strada isolata, praticamente in aperta campagna che la rendono luogo ideale per lo sversamento illegale dei rifiuti. L’anno scorso il sindaco Leo Annunziata fu costretto addirittura a chiuderla “per troppi rifiuti”.