Annullata l’ordinanza di custodia cautelare a carico di Giovanni Lauro, 23enne residente a Nola, sul quale pendeva l’accusa di aver fatto da basista durante una rapina avvenuta nel 2014.  Era la notte tra il 9 e il 10 settembre, quando tre persone, con il viso coperto da passamontagna, avevano suonato il campanello dell’abitazione di un noto imprenditore di Casamarciano. Ad aprire la porta era stato proprio Giovanni Lauro, che si trovava in casa assieme al figlio e al nipote dell’imprenditore, suoi cari amici. A raccontare dell’annullamento dell’ordinanza è il quotidiano Roma in edicola questa mattina.

«I tre ragazzi erano stati legati, minacciati, imbavagliati e rapinati. Dopo circa due anni e mezzo di indagini, i Carabinieri, su ordine della Procura di Nola – scrive il quotidiano – avevano arrestato Luciano Sorrentino, 24enne residente a Pratola Serra e Raffaele Visone, 23enne nolano, disponendo per entrambi il trasferimento in carcere. Per Lauro, invece, accusato di aver fatto da complice ai due rapinatori e di trovarsi per questo in casa dell’imprenditore, erano stati disposti gli arresti domiciliari».

«Assistito e difeso dall’avvocato Michele Russo, del foro di Nola, il giovane Lauro non si è arreso dinanzi alle accuse che gli venivano mosse ed è riuscito a dimostrare la sua totale estraneità alla vicenda. Nelle ultime ore, infatti, l’VIII Sezione del Tribunale del Riesame di Napoli ha accolto la proposta di riesame presentata dall’avvocato Michele Russo e, ritenendo insussistenti i gravi indizi di colpevolezza presenti nell’ordinanza di custodia cautelare del Gip di Nola, l’ha annullata interamente, disponendo l’immediata libertà del Lauro».