L’efferatezza del crimine potrebbe fare scattare l’ergastolo nonostante la scelta del rito abbreviato. Alla sbarra c’è Eugenio D’Atri, camorrista di Napoli impiantato a Somma Vesuviana per il clan Cuccaro e accusato del duplice omicidio di Francesco Tafuro e Domenico Liguori. Per lui, infatti, domani comincia il processo in cui è indicato come responsabile morale del duplice delitto che sconvolse le comunità di Somma e di Saviano.

D’Atri, secondo quanto ricostruito, avrebbe ucciso o fatto uccidere i due ragazzi per un debito di gioco di circa 25mila euro che non aveva intenzione di saldare, denaro che poi sarebbero stati costretti a sborsare i due gestori della sala scommesse di via San Sossio. Il camorrista si trova attualmente in carcere per questo delitto ed a causa di un altro mandato scattato appunto per associazione di stampo camorristico.