Le sorelle di Palma Campania che salvano l’azienda di famiglia: e anzi la portano alle stelle


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La storia è finita addirittura sul Corriere della Sera, nella sezione dedicata appunto alle imprese ed alla loro innovazione. Le protagoniste sono Maria e Michela Lombardi, oggi 37 e 32 anni, che sono riuscite a salvare, e anzi dare nuovo impulso all’azienda tessile di famiglia a Palma Campania che causa la globalizzazione e l’avvento delle fabbrichette degli immigrati rischiava di chiudere dopo quasi tre decenni di attività.



L’impresa era stata creata dai loro genitori, palmesi doc e quando erano piccole produceva a pieno ritmo abbigliamento di altissima qualità per le grandi marche italiane. Ogni giorno la mamma le andava a prendere a scuola e le portava lì. E lì le due sorelle hanno sempre pensato che sarebbe stato il loro futuro. Ma dopo l’Università, quando le ragazze hanno ripreso contatto con l’azienda di famiglia si sono rese conto che la situazione stava ormai per crollare.

«La concorrenza della delocalizzazione della produzione li aveva messi in difficoltà e la crisi stava facendo il resto. Sono andata da mia sorella e le ho detto: “Che facciamo?” racconta Maria al Corriere. Ed è a questo punto che le due ragazze hanno pensato all’e-commerce. “Abbiamo fatto il sito, tutto noi due sole, a tempo perso, usando una piattaforma pubblica libera». Poi l’illuminazione: «Mia sorella era incinta del primo bimbo e non trovava vestiti simpatici, così abbiamo pensato di produrli noi” spiega Maria. Così è nato il brand BuyItalianStyle: «A un certo punto, ci siamo rese conto che potevamo mantenere la struttura aziendale senza licenziare nessuno: la fabbrica poteva produrre solo per noi». Era solo l’inizio: il lavoro è aumentato tanto che hanno anche assunto altre 10 persone.

E infine l’apertura di punti vendita all’interno di centri commerciali e la voglia di restare nel locale della fabbrica di famiglia, nonostante adesso servirebbero spazi maggiori: «Adesso l’obiettivo è fare una piattaforma a livello internazionale, vendere anche all’estero, insomma. Nostro padre ci teneva molto che studiassimo, per lui era la base per poi poter lavorare. E aveva ragione», sottolinea Maria.

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