Dall’ordinanza di custodia cautelare riferita all’inchiesta sulle false cittadinanze emerge che sui documenti venivano apposte marche da bollo false. E proprio su quest’aspetto potrebbe aprirsi una seconda inchiesta che avrà come obiettivo quello di verificare la provenienza della marche da bolla false. Intanto nelle prossime ore si svolgeranno gli interrogatori per i due arrestati, attualmente ai domiciliari: il dipendente comunale di Brusciano, Michele Di Maio, 57 anni, e l’italo-brasiliano Luis Sonda Vanderlei, 43 anni, titolare della “Interamna International”, un’agenzia di pratiche amministrative di Terni.

Durante una perquisizione, infatti, Michele Di Maio è stato trovato in possesso di 23 marche, 21 delle quali sono risultate contraffatte e dello stesso tipo di quelle trovate sulla documentazione sequestrata. Di Maio, comunque, poteva anche non sapere che si trattava di valori bollati contraffati e, infatti, in merito a questa circostanza, non gli viene contestato alcun reato. I carabinieri di Somma Vesuviana hanno fatto luce su un sistema ben oliato di pratiche false per ottenere la cittadinanza italiana, beneficiari anche giocatori di calcio militanti in squadre di serie A.