Striano, don Michele precisa: «Nessun attacco personale al sindaco, mi appello solo alla legge»


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Padre Michele Fusco è il sacerdote della parrocchia di San Giovanni Battista di Striano da 33 anni. È una persona saggia, il padre spirituale della sua comunità ma anche una delle memorie storiche del paese. Ci riceve, su nostra richiesta, nel suo ufficio e ci tiene a fare alcune precisazioni in merito alla “querelle” sorta dopo la sua omelia di sabato scorso, con la quale ha manifestato un certo disappunto per il silenzio dalla Casa comunale in merito ai contributi economici richiesti e da destinare ai lavori di restauro della Congrega del Santo Crocifisso di Striano.



«Il mio non è stato e non aveva nessuna intenzione di essere un attacco personale nei confronti di alcuno» afferma don Michele. «Ho solo posto l’attenzione ed ho messo al corrente i fedeli, sul fatto che esiste una legge regionale che obbliga i comuni a destinare una quota parte degli oneri urbanistici secondari (il 7% nel caso della Campania) per finanziare opere di costruzione e/o ripristino delle attrezzature religiose». Il sacerdote fa riferimento alla legge regionale numero N. 9 del 1990 “Riserva di standards urbanistici per attrezzature religiose” con la quale i Comuni sono obbligati ad includere negli strumenti urbanistici generali ed attuativi le previsioni necessarie per la realizzazione di attrezzature religiose.

I finanziamenti necessari a tal fine sono reperiti nell’ambito di quelli destinati alle opere di urbanizzazione quando sono incluse nei piani di edilizia economica e popolare in misura non inferiore al sette per cento. Don Michele richiamandosi al suddetto dispositivo, fa presente che lo stesso diventa un dovere per il Comune e un diritto per la parrocchia. «Il mio appunto non vuole essere un capriccio personale. La Congrega è un’opera religiosa che è patrimonio della comunità strianese e solo ad essa è destinata una volta terminati i lavori. Anche negli anni passati sono stati erogati contributi comunali pari a decine di migliaia di euro, per la realizzazione dell’attuale Casa Canonica adiacente la Chiesa Madre» conclude il parroco.

La Congrega è un edificio risalente al 1751 in muratura mista in pietrame, con portale in tartaro di Sarno, e si presenta ad oggi con una sola navata, con copertura piana con tetto a falde con tegole. In due nicchie situate ai lati dell’altare ci sono le statue di San Giuseppe e di San Rocco, entrambe in legno e prive la prima del Bambino e la seconda del cagnolino, trafugati, unitamente ai due angeli marmorei capi-altare, da ignoti ladri nella notte fra venerdì 23 e sabato 24 ottobre 1992, mentre sulle pareti vi sono degli stalli lignei ove un tempo trovavano posto a sedere i Confratelli durante le celebrazioni o riunioni. L’edificio è stato oggetto di lavori di ristrutturazione nel 1986. Chi promosse l’intervento di allora? Il parroco Don Michele Fusco.

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