L’ex assessore all’Ambiente, Carmine Lauri, è diventato coordinatore locale del partito “Noi con Salvini”, a San Gennaro Vesuviano ed intanto rincara la dose rispetto agli attacchi già lanciati in precedenza all’attuale Amministrazione del sindaco Antonio Russo. «Servizi che non funzionano Notizie che vorticosamente si rincorrono per corridoi che parlano di avvenimenti burrascosi, di una bomba che sta per esplodere».

Spiega Lauri: «Abbiamo capito, l’amministrazione comunale sta per implodere, ormai è alla fine dei suoi giorni. Però, gli amministratori hanno avuto il tempo di raschiare il catino fino al fondo, in un ingordo banchetto di opere pubbliche, qualcuna già realizzata altre in corso di realizzazione: vedi casa municipale, vedi piazza Margherita, vedi licenze edilizie rilasciate a decine, vedi assunzioni a tempo determinato».

«Osserviamo i guai del paese. Strade impraticabili perché disastrate (via Nuova Saviano, via Sommesi, via Piano, via Sarno, Piazza Margherita, via Nola); extracomunitari che fanno da padroni del paese, e senza alcun controllo aumentano di numero di giorno in giorno; un centro storico disastrato da opere pubbliche inutili e deleterie i cui lavori sono stati bloccati dalla presenza di una “cabina”. Ma che alibi è questo? Una cabina blocca lavori costosissimi? Perché non vien detta la verità sui lavori di Piazza Margherita? – si chiede Lauri – E quando avranno termine tali lavori? Un piano traffico da sempre osannato ma mai realizzato. Una mensa scolastica iniziata male e continuata peggio; tutti i genitori degli alunni sono arrabbiati e sul piede di guerra. La raccolta dei rifiuti caoticamente rovinata da disservizi tali da essere causa di lamentele dei cittadini e di scioperi degli operatori ecologici».

E proprio sui rifiuti l’ex assessore al ramo ha molto da dire: «L’isola ecologica è divenuta un semplice centro di distribuzione di buste e nient’altro; non era questo il suo destino. La presenza di un’antenna per telefonia mobile installata chissà da chi in Via Piano, zona Vasca Ciccarelli. Nei confronti di quest’opera il sindaco non ha ancora mosso un dito mentre fu paladino in prima persona di una sommossa popolare contro una medesima struttura in zona Gescal. Ora il suo silenzio non fa pensare bene. Edifici scolastici lasciati a loro destino e probabilmente senza alcun certificato di agibilità, a garanzia della staticità e sicurezza delle aule. È grave e sconcertante pensare che sulla testa degli alunni possano cadere, durante le lezioni, calcinacci e lampade».