Nuova operazione dei carabinieri di Poggiomarino contro lo spaccio di sostanze stupefacenti: stavolta a finire in arresto è stato un uomo che conservava ben cento grammi di marijuana all’interno di un rudere nelle sue pertinenze, e che è stato perquisito dopo essere stato avvisato dai militari dell’Arma a vendere una dose ad un acquirente. A finire in manette è stato Raffaele Iossa, 38enne residente in via Brancaccio a Boscoreale, “pescato” con le mani nel sacco in località Boccapianola, proprio sul confine di Poggiomarino.

Alla vista dello scambio di soldi e droga, gli uomini in divisa agli ordini del maresciallo Andrea Manzo sono entrati in azione. Lo spacciatore è stato immediatamente bloccato, mentre il cliente che praticamente era fermo accanto alla propria automobile è riuscito a fare perdere le proprie tracce. Iossa aveva addosso una dose di marijuana e successivamente è scattata la perquisizione domiciliare e quella del caseggiato rurale nelle sue disponibilità. È qui che le forze dell’ordine hanno rinvenuto altri cento grammi della stessa sostanza che è stata naturalmente sequestrata e distrutta.

Per l’uomo, invece, è immediatamente scattato l’arresto, aggravato tra l’altro dalla flagranza del reato di spaccio, oltre al possesso dell’etto di “erba” rinchiuso in una bustina di cellophane. Il 38enne, dopo le formalità del caso, è stato condotto direttamente nel carcere napoletano di Poggioreale; Iossa aveva infatti precedenti specifici che hanno quindi “consigliato” la più dura delle misure interdittive.

Continuano dunque i blitz da parte dei militari dell’Arma di Poggiomarino, che negli ultimi mesi stanno rastrellando il territorio in cerca di piccoli spacciatori e di veri e propri narcotrafficanti. In tal senso meno di due settimane fa ci furono due arresti per un quantitativo di ben 15 chili di sostanze stupefacenti. Inoltre, nel giro di un paio di giorni vennero strette le manette intorno ai polsi di tre giovani pusher colti in flagranza di reato dai militari dell’Arma e che tra l’altro vennero imputati anche per resistenza a pubblico ufficiale, poiché aggredirono gli operanti nel tentativo di sfuggire alla cattura.

In quel periodo, inoltre, ci fu l’operazione molto mediatica all’interno dell’Isis Leonardo Da Vinci dove entrarono i cani antidroga allo scopo di trovare sostanze stupefacenti conservate dagli studenti: alla fine fu per fortuna trovata poca droga negli zaini di un paio di studenti su circa mille dell’intero istituto.