Poggiomarino, è rivolta anti-Equitalia: decine di ricorsi contro tasse comunali e multe dei vigili


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“Rivolta popolare”, a colpi però di carte bollate, a Poggiomarino contro il “mostro” Equitalia. Sono diverse decine, infatti, i ricorsi partiti in città nell’ultimo mese e tutti contro cartelle debitorie riguardanti presunte imposte comunali non pagate negli scorsi anni, e per respingere il mancato saldo delle multe elevate dalla polizia municipale per violazioni al codice della strada.



Tutto nascerebbe, secondo diverse associazioni di consumatori anche a livello regionale, dal “tentativo” di Equitalia di incassare delle somme prima della “rottamazione”: e per qualche motivo pare che Poggiomarino sia stata tra le località prescelte in cui inviare gli esattori a consegnare moduli di pagamento spesso anche a tre zero. Quale il sistema? Le cartelle – “pazze o meno” – sono arrivate nei mesi scorsi, poi poco alla volta ci sono stati i ricorsi, soprattutto con l’orizzonte del “condono” sui debiti finora non pagati agli enti pubblici e che si servono appunto del discusso “colosso” nazionale in termini di recupero credito.

Ma tra le pratiche portate avanti da diversi studi legali del territorio, ci sono anche casi davvero limite, come contravvenzioni per eccesso di velocità entro i 10 chilometri che sono lievitate a richieste di quasi 900 euro, quando invece è ben noto che si parte da circa 200 euro. Un aumento del 450% che naturalmente non può fare piacere a chi deve sborsare i quattrini, così come appare ad occhio nudo una forma non lontana dall’usura. Non solo multe però nel carniere delle contestazioni: diverse fatture sono state in tal senso emesse e contestate anche per tasse comunali come la vecchia Ici o le varie sigle relative ai rifiuti, quasi tutte precedenti al 2010.

In alcune fattispecie chi non avrebbe sborsato all’epoca circa 300 euro si ritroverebbe a saldare un conto superiore ai mille euro. Soldini che non farebbero male al Comune di Poggiomarino che tuttavia incasserebbe una minima parte, poiché con l’intervento di Equitalia è proprio l’azienda di riscossione ad accaparrarsi la fetta più grande della torta.

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