Longola, salvi i 2 milioni di euro: scatta la gara per la “miniera d’oro” della gestione dei servizi


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Entro il 31 marzo tutte le opere del parco naturalistico di Longola dovrebbero essere concluse: un sospiro di sollievo, dunque, soprattutto sulla vicenda dei fondi europei arrivati attraverso la Regione Campania e che sarebbero stati persi se le opere non fossero state terminate. Uno spettro – tra l’altro più volte annunciato dall’opposizione e che si eviterà giusto in tempo – che dunque viene quasi definitivamente allontanato. Fanno filtrare ottimismo, in tal senso, non soltanto la Giunta comunale e la maggioranza ma anche Caterina Cicirelli, responsabile del progetto Longola per la soprintendenza archeologica di Pompei che in prima persona ha voluto verificare da vicino lo stato dell’arte.



La soprintendente è stata accompagnata nel sito vesuviano dal sindaco Leo Annunziata, dagli assessori competenti e dal presidente del consiglio comunale, Gerardo Aliberti. Il rischio che qualcosa andasse storto e che la data di fine marzo non fosse rispettata è esistito a lungo, anche a causa di rallentamenti nei lavori che si sono succeduti in particolare negli ultimi due anni, tant’è infatti che in un primo momento si era parlato di un parco che nella parte naturalistica poteva già essere fruibile a giugno dello scorso anno.

Con i lavori ad un passo dall’ultimazione, insomma, l’estate potrebbe regalare ai poggiomarinesi il sito di Longola, un progetto per intero varato durante il primo mandato dell’attuale sindaco Leo Annunziata e finanziato in due tranche dalla Regione Campania: la prima con Caldoro e la seconda con De Luca. La conferma che le opere siano ormai praticamente ultimate arriva dall’attività del consiglio comunale: nella prossima convocazione per il 31 marzo, infatti, ci sarà proprio un punto in cui si parlerà di Longola, e sarà anche piuttosto delicato. La discussione verterà sulle linee guida da attivare per la gestione dei servizi degli scavi risalenti addirittura ad un periodo precedente a quelli famosissimi di Pompei.

Insomma, si tratta di un argomento piuttosto “bollente” e che può tirare in ballo cifre economiche importanti qualora le visite al sito dovessero avviarsi così come nell’intenzione dell’Amministrazione di Poggiomarino e della Soprintendenza di Pompei. Nel complesso rientrano infatti servizi come ristorazione e caffetterie, “semplici” pulizie, guardiania e quant’altro sia necessario per gestire un luogo ricco di storia e cultura come Longola.

È chiaro, dunque, che il tema molto delicato farà certamente scattare un braccio di ferro tra maggioranza ed opposizione. Le imprese a cui verranno affidate le commesse, in tal senso, potrebbero trovarsi a gestire una vera e propria miniera.

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