Don Aniello Manganiello, il prete anticamorra, torna sulla questione dei veleni e del cancro e lo fa annunciando purtroppo un nuovo caso, oltre a denunciare i fatti che sono davanti agli occhi di tutti: «Stasera ho saputo che un’amica ha scoperto di essere ammalata di cancro. La strage continua nei territori del triangolo della morte di Nola. Siamo tutti terrorizzati dal pensiero di ammalarci, grazie ai camorristi del territorio campano che impunemente hanno intombato rifiuti pericolosi e radioattivi ovunque, ai prefetti, politici, amministratori locali che hanno guardato altrove, mentre centinaia di Tir attraversavano il casello autostradale di Nola, lasciando una scia puzzolente irrespirabile nell’atmosfera per lungo tempo».

E ancora: «Tir, tante volte scortati, dai carabinieri per arrivare più velocemente e senza contestazioni ai luoghi di intombamento. Dall’unità d’Italia niente è cambiato: al Sud pulizia etnica da parte dei piemontesi, fucilazioni di briganti senza regolare processo, impoverimento e sfruttamento dei territori del Sud con le porcherie provenienti dalle industrie del Nord. Il governo attuale ci prende in giro varando e approvando una legge sulla Terra dei fuochi per gettare fumo negli occhi e imbrogliare gli italiani, perché nulla è stato fatto per bonificare i territori inquinati».