Un’esecuzione feroce, un movente solido per quello che è, al momento, l’unico indiziato del duplice omicidio. È questo quanto emerso dalle parole della criminologa e psicologa forense Roberta Bruzzone, uno dei consulenti delle parti civili ascoltati ieri nel corso della ventesima udienza del processo a carico di Giosuè Ruotolo, l’ex militare di Somma Vesuviana accusato di aver ucciso, ormai quasi due anni fa, Trifone Ragone e la sua compagna Teresa Costanza.

«La modalità dell’esecuzione è stata estremamente feroce e l’assassino ha approfittato di un momento di bassa difesa delle vittime, non lasciando nulla al caso» ha dichiarato la criminologa e psicologa molto nota per le sue apparizioni in tv prima di presentarsi dinanzi alla Corte di Assise del Tribunale di Udine insieme agli altri consulenti di parte civile. La stessa Bruzzone ha parlato di volontà precisa e odio insanabile da parte del carnefice. Dalla sua attività di analisi dei messaggi che Giosuè Ruotolo ha scambiato con la fidanzata dell’epoca Rosaria Patrone, la consulente ha ribadito l’esistenza di una regia legata a temi femminili, ma anche che ci sono due menti operanti in maniera congiunta. «Il movente è sicuramente solido» ha affermato poi la Bruzzone nel corso della trasmissione Rai “La vita in diretta”. Nella stessa trasmissione, la mamma di Giosuè ha ribadito invece l’innocenza del figlio e la necessità che tutta questa situazione finisca quanto prima.