Ci sono dappertutto: opere incompiute, per cui sono stati spesi tantissimi soldi pubblici e che adesso rischiano in molti casi di finire nel dimenticatoio. Anzi, per tanti di questi complessi non resta che l’arma della demolizione, che tra l’altro non può avvenire a causa dei costi che comporta: insomma, una doppia beffa per i cittadini e per chi fa politica sul territorio.

Tra le incompiute più importanti della zona anche diversi progetti che invece sono ancora in piedi e che tra non molto potrebbero essere portati a compimento, a meno di ulteriori problematiche che potrebbero sorgere davanti alla burocrazia. Intanto, annunciamo che la prossima Top Ten sarà dedicata al Carnevale nell’area vesuviana.

[nextpage title=”Statale 268 (Area Vesuviana)”]

La strada statale 268 del Vesuvio o SS268, progettata negli anni ’60 e costruita solo 20 anni dopo negli anni ’80, è per eccellenza la grande opera incompiuta dell’area vesuviana. Strada importantissima, molto trafficata, attraversa la zona est della città metropolitana di Napoli, il suo tracciato ha inizio a Cercola, attraversa tutta l’area vesuviana interna per poi terminare nel comune di Angri, nell’agronocerino-sarnese. Da anni, questa statale è piena zeppa di cantieri per lavori di diverso tipo. Attualmente, infatti, sono in corso lavori per permettere il collegamento, senza soluzione di continuità, della SS268 del Vesuvio con l’Autostrada A3, anche se il termine di questi lavori era previsto per Novembre 2015. Inoltre, questa strada, spesse volte viene chiamata “Strada della morte” per l’alto numero di incidenti. Proprio per questo motivo sono in corso i lavori di raddoppio da 2 a 4 corsie nei punti più pericolosi della statale. La 268, inoltre, è priva di corsie di emergenza e piazzole di sosta nel tratto Cercola-Somma Vesuviana e alcuni svincoli non presentano neanche la classica aiuola che separa fisicamente il lato corrispondente all’entrata con il lato corrispondente all’uscita. Una strada, dunque, importante che viene percorsa da molti, ma che molto spesso è chiusa a causa di lavori che per vari motivi (burocratici e non) sembrano non finire mai e che ad oggi l’hanno resa la grande incompiuta del vesuviano.

[nextpage title=”Parco Europa (Pollena Trocchia)”]

Lo “Scheletro” del Parco Europa, o per meglio dire il Lotto 7 di via Guindazzi, rappresenta una delle principali opere incompiute della zona vesuviana. Questo ecomostro si trova nella cosiddetta periferia di Pollena, costruita interamente ai sensi delle legge 167/72, con adozione del piano di zona di edilizia economica popolare. La “scheletrica palazzina” risulta incompiuta a causa dell’entrata in vigore della legge regionale 21/2003, che vieta la costruzione di edifici residenziali in quella che è denominata la Zona Rossa del Vesuvio. Da allora il fabbricato versa in condizioni di degrado assoluto e la varie amministrazioni ancora non hanno trovato soluzioni per risolvere il problema.

[nextpage title=”Impianto smaltimento fanghi vasca Pianillo (San Giuseppe Vesuviano)”]

L’impianto è al palo ormai da tempo e si tratta del complesso che dovrebbe consentire finalmente lo smaltimento dei fanghi velenosi presenti all’interno del bacino di raccolta delle acque tra San Giuseppe Vesuviano e Poggiomarino. Al momento, infatti, la situazione dell’impianto è davvero alle fasi preliminari, ed anzi quanto finora portato a compimento è già deteriorato se non addirittura finito nella morsa dei vandali. In tal senso si sono registrati anche furti delle componenti metalliche rivendute sul mercato nero parallelo.

[nextpage title=”Cisternina (Saviano)”]

La Cisternina è un complesso residenziale di 138 unità abitative che si sviluppa per 15.000 metri quadrati di proprietà del comune di Napoli ma che si trova nel territorio comunale di Saviano, a poca distanza dal Villaggio Archeologico di Nola risalente all’età del bronzo. Realizzata alla fine degli ’70 fu messa a disposizione dei terremotati del 1980. Ma il complesso residenziale non fu mai completato, con carenze anche di fogne che scatenarono un’epidemia di salmonella. Da quel momento si parla di bonifica, mentre intanto la Cisternina resta come discarica a cielo aperto.

[nextpage title=”Area Pip (Palma Campania) “]

Creata nei primi anni 2000, ancora oggi a distanza di quasi vent’anni i lavori non sono conclusi. Molti degli opifici e dei capannoni sono infatti ancora privi dei sottoservizi: mancano allacci elettrici ed idrici rendendo quindi inservibili molti dei complessi. Ma nonostante tutto, però, Palma Campania si è data alla pazza gioia, avviando i lavori per una seconda area industriale quando molti degli stabili della prima sono tuttora vuoti ed incompleti.

[nextpage title=”Scuola Media Via Giuliano (Poggiomarino)”]

Il progetto risale ad oltre dieci anni fa, quando era sindaco l’attuale consigliere di maggioranza, Roberto Raffaele Giugliano. Ma nonostante tanto tempo la scuola media di via Giuliano non è ancora aperta e gli alunni continuano a frequentare le tre classi all’interno del Palazzo di Cristallo, edificio di proprietà privata e che in termini di sicurezza e di efficienza ha dato più di un problema nel corso degli anni. Difficoltà burocratiche, carenza di documentazioni e di collaudi, oltre che di fondi hanno fatto ritardare di molto l’avvio del nuovo plesso. L’ultima per l’apertura era quella di inizio anno, adesso si spera possa essere pronta per settembre.

[nextpage title=”Cittadella della cartapesta (Nola) “]

Circa 7 milioni di euro, i soldi necessari per rimuovere l’ex stadio sito in piazza D’Armi a Nola e costruirci su il Museo della Cartapesta, opera incompiuta dopo lo stop ai finanziamenti regionali. Resti archeologici dimenticati tra rifiuti e erbacce, sono le attuali condizioni dell’ex stadio comunale di Nola. Questa è la drammatica istantanea del degrado generale. Infatti, al centro del campo di calcio abbandonato giace lo scheletro di una struttura in legno lamellare, è ciò che rimane del progetto del museo di Cartapesta, un’opera progettata dall’architetto Gennaro Matacena e mai realizzata. Negli anni le varie amministrazioni hanno tentato di fare qualcosa senza mai riuscirci. Ad oggi, quello che resta è la consapevolezza che si tratta di un’area a forte valenza archeologica non sfruttata ma abbandonata a se stessa.

[nextpage title=”Via Cesare Augusto (Ottaviano)”]

In questo caso si tratta di un restyling dell’arteria forse principale di Ottaviano di cui i cittadini attendono il completamento da ormai quasi dieci anni. È questo il tempo in cui esistono infatti i cantieri lungo l’arteria che tra le oltre cose conduce al Palazzo Mediceo, il simbolo della città vesuviana diventato sede dell’Ente Parco del Vesuvio dopo essere stato strappato alla camorra. Tra carenze di fondi ed indagini, il restauro del “salotto buono” ottavianese è finito per diventare un calvario a cui l’attuale amministrazione comunale sta provando a mettere fine per ora senza però riuscirci.

[nextpage title=”Parcheggio Multipiano Via Dietro le Torri (Somma Vesuviana)”]

Tante sono le opere incompiute in quel di Somma Vesuviana. Vere e proprie cattedrali nel deserto, ma nella nostra top ten abbiamo deciso di inserire un parcheggio multipiano sito in via Dietro le Torri. Tanti i soldi spesi per la realizzazione di questo parcheggio, cominciata nel 2009 e che doveva essere terminato entro un anno. Ma nel corso degli anni vari problemi, economici e burocratici, hanno portato a bloccare più volte i lavori. Oltre al fatto che qualche anno fa fu sequestrato perché era a rischio crollo e perché fu costruito su un terreno inquinato. Allo stato attuale sembra che l’opera sia stata completata, anche se non è stata ancora aperta al pubblico e la paura che sia presa di mira dai vandali è tanta.

[nextpage title=”Palazzine ex 219 (Striano)”]

Anche Striano ha la sua opera pubblica incompiuta da anni. Si tratta del comparto edilizio ex 219, 6 grandi plessi costruiti circa 30 anni fa dopo il terremoto che mise in ginocchio l’Irpinia e il resto della Campania. Plessi che avrebbero dovuto ospitare più di 100 famiglie, ma come spesso accade, questo comparto, ad oggi rimane l’ennesima opera incompiuta di un’Italia succube della burocrazia. Da anni, infatti, queste palazzine sono prese di mira da saccheggiatori, vandali e writers che l’hanno letteralmente devastata insieme all’incuria e all’intemperie del tempo. Del caso se ne occupò anche il noto giornalista di “Striscia la Notizia” Luca Abete, ma da allora la situazione non sembra essere cambiata.