Rigore, questione di psiche: la testa più forte dei piedi


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Uno studio approfondito svela come dagli 11 metri conti ben poco la tecnica. Esistono davvero portieri para-rigori? Ci sono sul serio degli specialisti dal dischetto? E se fosse tutta questione puramente psicologica? Prendiamo il caso clamoroso di Handanovic, record man dagli 11 metri. Le qualità del portiere sloveno sono indiscusse, ma quanto sono stati condizionati contro di lui quei rigoristi consapevoli del trend dal dischetto del n.1 interista? Coloro i quali hanno fallito, lo avrebbero fatto comunque fossero stati ignari della serie di neutralizzazioni del nerazzurro? Forse sì, forse no, non lo sapremo mai ma porsi l’interrogativo è lecito. Quanto influisce il fattore emotivo e psicologico ai fini della realizzazione di un calcio di rigore?



Vi sono alcuni numeri che, a meno che si voglia invocare a tutti i costi e testardamente il fattore coincidenza, sembrerebbero evidenziare quanto la mente influisce pesantemente sul momentum più affascinante ed intenso di questo sport. Lo studio è figlio dell’analisi svolta dal Professor Igacia-Palacios Huerta della London School of Economics su 1.343 rigori calciati in 129 partite. Quanto emerge è che la percentuale di realizzazione cala vistosamente a seconda di alcune variabili, tanto per fare un esempio. Nei tempi supplementari, fase certamente più calda e tesa del match, i rigori si segnano il 10% in meno rispetto a quanto accada se battuto nei 90 minuti regolamentari. Studio o meno, è facilmente intuibile come il fattore emotivo possa nella fase calda della partita giocare brutti scherzi e rendere più difficoltosa la realizzazione dagli 11 metri, anche per specialisti.

Ulteriore ed interessante dato: chi comincia la lotteria dei rigori si aggiudica la vittoria in oltre il 60% dei casi. Anche in tal senso lo scettico può esclamare “beh ha scoperto l’America”, concludendo banalmente che iniziare in vantaggio la serie dei rigori procuri pressione psicologica su chi andrà a calciare successivamente. Un dato è però clamoroso e fa riferimento al momento del fischio dell’arbitro: attendere qualche secondo per la rincorsa e l’esecuzione del rigore comporta un 23% maggiore di realizzazione rispetto a chi calcia frettolosamente. Un lasso di tempo utile per concentrarsi e calciare nella maniera più idonea, in virtù di una preparazione psicologica al delicato momento maggiore, al di là della tecnica di esecuzione e dell’angolo scelto.

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