È già un ricordo, almeno in parte, il restyling di via Delle Mura e via Botteghelle, avvenuto più o meno un anno fa a spese dei Comuni di Poggiomarino e di Boscoreale con una quota di 50mila euro per parte. Le arterie, infatti, sono diventate in buona porzione di nuovo groviera e praticamente impercorribili dai mezzi a due e quattro ruote, ed in alcuni casi persino a piedi.

Insomma, quantomeno in via Delle Mura la situazione è diventata molto simile a quella antecedente all’intervento delle due Amministrazioni che si dividono il territorio. In lungo ed in largo, infatti, si notano buche e voragini “tappate” in qualche modo da terreno o rappezzati da asfalto e pietrisco. Detto in soldoni un ritorno al recente passato, quello precedente ai lavori che hanno riguardato una parte dell’arteria secondaria che da Poggiomarino congiunge appunto con la frazione boschese di Marra.

Si tratta di una strada già molto stretta ed impervia, e che con la pavimentazione ridotta in questo stato, finisce davvero per essere difficilmente praticabile. Ma le buche non sono l’unica “ferita aperta” di via Delle Mura che tra l’altro continua ad essere utilizzata come una discarica cielo aperto, dove ognuno si sente in diritto di gettare qualsiasi tipologia di rifiuto: dal solido urbano agli scarti tessili, sino ai vecchi televisori ed a contenitori che sicuramente hanno avuto all’interno agenti chimici o comunque di carattere speciale.

Un mix che rende molto dura la vita dei tanti residenti, poiché pur essendo un’area particolarmente rurale, insistono molte abitazioni oltre che un gran numero di terreni coltivati dove vengono raccolti i prodotti tipici della specifica zona agrovesuviana. È quindi durato poco il “sogno” degli abitanti della contrada che per un po’ hanno potuto godere di un manto di asfalto tutto nuovo ma che si è rovinato presto – è giusto però precisare – anche per il continuo passaggio di mezzi agricoli cingolati e di trattori.

Per quei lavori da centomila euro, intanto, i Comuni di Poggiomarino e Boscoreale sono ancora in causa con la Gori, le compagnie elettriche e telefoniche accusate in un primo momento di avere realizzato scavi per i lavori e di non avere riparato adeguatamente la strada. Furono proprio i rappezzi fatti “alla meno peggio” ad inguaiare l’area, una storia che purtroppo si ripete anche con il passare del tempo e pure dopo avere speso un po’ di soldini.