Si introducono nel garage di un noto commerciante d’abbigliamento locale e portano via alcuni abiti da uomo e da donna che facevano parte di un costoso campionario. È quanto accaduto l’altra notte a Poggiomarino e che ha portato all’arresto di due cittadini marocchini clandestini sul territorio italiano. A stringergli le manette intorno ai polsi sono stati i carabinieri della locale stazione che avevano notato i due mentre erano intenti a sostare davanti ad un bidone della spazzatura situato in via Nappi.

La coppia di maghrebini, alla vista della gazzella dei militari dell’Arma, si è allontanata, destando sospetto nella pattuglia degli uomini in divisa che così ha deciso di fermare e bloccare i due extracomunitari. Subito dopo, sul posto, è giunto anche il commerciante derubato che si era messo nella proprio automobile per provare a raggiungere chi gli aveva portato via la merce. È stato proprio il piccolo imprenditore a riconoscere uno dei due marocchini che si erano addentrati all’interno del garage della sua abitazione, dove la vittima ha un piccolo locale in cui sistema solitamente il campionario.

A confermare la tesi del commercianti e degli stessi carabinieri è stato poi il ritrovamento dei prodotti tessili all’interno del bidone di plastica per i rifiuti davanti a cui gli immigrati sostavano prima di mettersi in cammino alla vista delle forze dell’ordine. Il derubato ha riconosciuto la merce davanti agli uomini del maresciallo Andrea Manzo che così hanno portato in caserma gli autori del furto: si tratta di Latife Kannache e Hamssas Abdelali, entrambi senza documenti e dunque di età imprecisata, oltre a conoscere ed a capire davvero poco l’italiano.

La coppia di marocchini è stata posta immediatamente agli arresti dopo il furto avvenuto in via Nappi, a circa 100 metri di distanza dal luogo del fermo, nel cuore della notte. Sono stati proprio i rumori provenienti dal garage a fare svegliare la vittima che una volta entrato nei propri locali sotterranei ha visto i due furfanti che se la sono data a gambe con il campionario. I due, una volta che si erano visti braccati, avevano così deciso di abbandonare gli abiti tra l’immondizia, sperando di poterli successivamente recuperare. Kannache e Abdelali sono stati sottoposti l’indomani al processo con rito direttissimo durante cui è stato convalidato l’arresto con la misura cautelare dell’obbligo di firma in caserma.