Pestaggio in strada a Poggiomarino, il papà del vicesindaco Salvati lascia l’ospedale


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Ha lasciato l’ospedale Giuseppe Salvati, il commercialista di Poggiomarino, e papà del vicesindaco Nicola, picchiato selvaggiamente da tre uomini incappucciati la sera del primo febbraio. I medici dell’ospedale Umberto I di Nocera Inferiore hanno infatti dato il via libera al paziente dopo che le ultime tre tac cerebrali sono risultate negative, facendo dunque smaltire a poco a poco il trauma cranico che il professionista aveva riportato nel corso del pestaggio.



Dopo 36 ore in osservazione, così, la vittima ha potuto lasciare il nosocomio, tornando nella proprio abitazione tra gli affetti anche se ancora sotto choc e piuttosto ammaccato per quanto ha subito. Oltre alla ferita alla testa, che potrebbe essere stata provocata dal calcio di una pistola, Salvati ha riportato anche altre contusioni ed ematomi sparsi per il corpo. Ad ogni modo il peggio è passato e adesso si tratterà soltanto di riprendersi prima di tornare in campo.

Con tutta probabilità, chi conosce bene il consulente finanziario, crede che tra massimo tre o quattro giorni sarà nuovamente al suo posto negli uffici di via San Francesco, laddove era stato fermato e aggredito al termine della giornata di lavoro. L’intera Poggiomarino, però, è frastornata per il pestaggio subito dal professionista molto noto in città non soltanto per la sua attività, ma anche per l’impegno politico durato diversi anni.

Salvati, infatti, è stato per quasi un decennio il coordinatore cittadino di Forza Italia prima della “linea giovane”, quando il partito decise di lasciare le città nelle mani degli under 40. Inoltre, sfiorò l’elezione a sindaco nel 2007 e ben due volte quella alla Provincia. Oggi il suo schieramento di riferimento è quello di centro, tant’è che ha dato il proprio appoggio al sindaco del Pd, Leo Annunziata, durante le ultime Comunali, pur preferendo lavorare nell’ombra per il bene del paese.

Continuano le indagini da parte dei carabinieri della locale stazione che stanno cercando elementi utili sia dalla stessa vittima, che però non ha riconosciuto i suoi aguzzini, che dalle telecamere di videosorveglianza presenti in zona. Gli uomini agli ordini del maresciallo Andrea Manzo stanno cercando qualche elemento, come ad esempio la targa di un autoveicolo, per provare a dare un volto a quei tre personaggi che sono entrati in azione con il viso coperto.

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