Attorniata da una selva di microfoni e telecamere, in ritardo di circa un’ora rispetto all’orario di inizio dell’udienza, è arrivata a Udine poco dopo le 10, in Corte d’assise, Mariarosaria Patrone, la fidanzata di Giosuè Ruotolo, imputato di aver ucciso, il 17 marzo 2015 di fronte al palasport di Pordenone, i fidanzati Teresa Costanza e Trifone Ragone. Insieme a lei, la madre Stella Secondulfo e l’avvocato Costantino Catapano.

I pm Campagnaro e Vallerin hanno chiesto, in apertura di udienza, di poter sentire la Patrone quale testimone, senza le garanzie concesse alla persona indagata per reato connesso, vale a dire la facoltà di non rispondere. Ciò in forza del fatto che l’originaria imputazione alternativa nei confronti della ragazza, concorso in omicidio volontario a titolo di istigazione o favoreggiamento, è stata ridefinita come mero favoreggiamento. La ragazza di Somma Vesuviana, dunque, sarà interrogata a breve.