«Dal primo gennaio ad oggi sono ben 31 le scosse di terremoto, perlopiù strumentali, che hanno interessato il Vesuvio, mentre nei Campi Flegrei se ne contano appena 3. Ben diversa la situazione dal 1 Gennaio 2016 al 31 dicembre dello stesso anno: 188 Vesuvio, 195 Campi Flegrei. Dati ben peggiori nel 2015, i cui 445 terremoti vesuviani si sommano agli 84 flegrei».

Numeri importanti, da non prendere sottogamba, che indicano l’intensa attività del sottosuolo campano. I dati li fornisce il presidente di Alternativa Futura per l’Italia, Pietro Serra, che punta il dito contro l’assenza di prevenzione dell’area vesuviana e flegrea.

«Il terremoto è un fenomeno naturale, seppur ambiguo», afferma il leader dell’AFI. «Come non si può affermare che nell’immediato vi saranno scosse più forti, allo stesso tempo non si possono escludere. Perciò sarebbe opportuna un’azione congiunta delle amministrazioni Vesuviane e Flegree nei confronti della Regione Campania, unitamente al Governo nazionale, affinché si attui al più presto un piano edilizio che garantisca la sicurezza dei cittadini».

Nell’area, sono circa 700.000 le persone coinvolte tra la Zona Rossa 1 e la Zona Rossa 2 individuata dalla Protezione Civile. «Da sempre – prosegue – la ricostruzione è costata più della prevenzione. Per questo è necessario che ciascun amministratore faccia il possibile per evitare il ripetersi di quanto avvenuto a L’Aquila, Amatrice e Norcia».