La sveglia suona prestissimo al mattino. Arriviamo cariche di emozione, la mia amica e collega Fiorella Ammaturo ed io, presentandoci in perfetto orario davanti a quel portone grande, antico, possente. Quasi fosse il primo giorno di scuola. Ad aprirci, lei: Mena Iervolino “la Prof”, straordinaria responsabile; ci accoglie come due vecchie amiche, con quel sorriso bellissimo che proprio non so spiegarvi, ma che sa di serenità, di dolcezza, di semplicità.

Ci fa strada e ci porta in quella che a tutti gli effetti è una vera cucina professionale, con le pentole Ballarini a brillare fiere, tra la lucentezza degli utensili. Piano piano arrivano anche le altre volontarie: c’è Cristina, la ragazza utente che preferisce dare una mano, prima di ricevere il suo vassoio; c’è l’energica Antonietta, realizzatrice di manicaretti favolosi, con quello che c’è a disposizione; c’è Generosa: simpatica, precisa, ordinata; c’è la Prof. Giovanna, sorridente e sempre pronta a risolvere i piccoli problemi che possono presentarsi in una grande cucina. Virginia, Rita e tutte le donne che costituiscono l’anima della mensa della Caritas, al Centro “Don Tonino Bello” rappresentano l’esempio ideale di una comunità perfetta: fondata su valori che sembrano perduti, come la solidarietà, l’umanità, il calore.

È bellissimo, vederle all’opera; si muovono come in una danza, le une insieme alle altre, per quella che è la più grande preghiera che si possa rivolgere al Cielo: aiutare gli altri, farlo senza riserve, spinti dalla forza dell’amore per il prossimo. Il menù, oggi, prevede riso con zucca, fegato alla vicentina, insalata, pane, frutta e dolce; sono tanti, gli imprenditori del luogo a donare i propri prodotti e materie prime: dal pasticciere, al fruttivendolo, al panettiere: ma spesso non basta. Un’automobile si ferma davanti al portone d’ingresso: è quella di un noto pasticciere di Ottaviano, che scarica vassoi ricolmi di ogni bontà: si fa festa, felici di poter servire quelle leccornie. Gli utenti si affacciano al finestrone per la consegna dei vassoi alle 12 in punto: oggi saranno in sessanta, a mangiare; domenica fino a cento.

Le storie di questi uomini e queste donne te le raccontano i loro occhi: stanchi, ma gentili, buoni e sorridenti; li guardo uno ad uno, mentre giro il riso in un pentolone enorme; rispondo al loro saluto e continuo a pensare che quello che si svolge in quel luogo, in quel momento, abbia del miracoloso. Il Centro, diretto magistralmente dal Dott. Michele De Vito, ha anche la possibilità di ospitare circa venti utenti, per la notte; è un luogo protetto, dove il rispetto, la cura e la pulizia la fanno da padroni e dove c’è sempre tanto bisogno di sostegno: dal cibo per la cucina, alla biancheria per i letti e per gli ospiti.

Grazie al mio Direttore, Mariano Rotondo, oggi posso pubblicare questo mio breve racconto di quella che non sarà un’esperienza isolata, ma che si consoliderà nel tempo, perché dopo l’incontro con queste donne meravigliose e questa realtà straordinaria, sono e siamo uscite arricchite da tanta Bellezza e questi, sono doni che vanno ricambiati. L’appello che rivolgo a tutte e tutti voi, da vostra “Lady del giovedì” e da donna e madre, è quello di contattare il Centro e donare come me e Fiorella parte del vostro tempo, del vostro armadio, della vostra dispensa.

Fare del Bene, fa bene: lo ripeto spesso. Non dimenticate che il disagio vive accanto a noi ed abbassare la testa, con indifferenza, non ci rende di certo persone migliori. Restiamo umani e tendiamo la mano a queste persone: sosteniamo il Centro “Don Tonino Bello” della Caritas diocesana di Nola, http://www.caritasdiocesananola.it/?page_id=77 a San Giuseppe Vesuviano (Na). L’atto d’amore più bello al mondo.