L’analisi di quanto scritto nei messaggi su Facebook dal profilo “Anonimo Anonimo” a Teresa Costanza e il confronto tra questi e gli sms che Giosuè Ruotolo, unico imputato per l’omicidio della donna e del suo compagno, Trifone Ragone, si scambiava con Rosaria Patrone, la sua fidanzata dell’epoca, autorizza a pensare che quei messaggi duri, nei quali si raccontavano fantomatici tradimenti, fossero pensati da quest’ultima e scritti materialmente da Giosuè. È quanto emerso nel corso della 17esima udienza dinanzi alla Corte d’Assise del Tribunale di Udine nel corso del processo.

In particolare, il tenente colonnello Anna Bonifazi del reparto analisi criminologiche del Racis ha rilevato come «l’autore dei messaggi partiti dal profilo Anonimo Anonimo palesasse aspetti misti di genere, perché scrivendo si poneva su un piano femminile con la sua interlocutrice, ma per lo stile talvolta adottato sembrava più vicino al genere maschile». La Bonifazi ha messo quindi in evidenza come siano state rinvenute delle somiglianze di quegli scritti con gli sms che l’ex militare sommese inviava alla fidanzata dell’epoca, tra cui il mancato utilizzo dell’apostrofo per gli articoli e l’uso dei punti di sospensione seguiti dalla minuscola. Dall’approfondimento delle conversazioni, è emerso poi un rapporto assai particolare tra i due giovani di Somma Vesuviana: Mariarosaria avrebbe mentito spudoratamente sulle proprie condizioni di salute, dipingendole pessime e cercando così di attirare l’attenzione di Giosuè.