Spaccio di stupefacenti, detenzione di ordigni esplosivi e di armi clandestine, incendi, ricettazione e favoreggiamento: sono i reati contestati, a vario titolo, a 14 persone arrestate dai carabinieri della Compagnia di Torre Annunziata.

Le ordinanze di custodia cautelare sono state emesse dal gip del tribunale oplontino su richiesta della locale procura che ha coordinato le indagini. Nel corso delle investigazioni, è stato accertato il coinvolgimento di cinque indagati nella detenzione di 30 chili di hashish e di un ordigno esplosivo.

Otto persone sono finite in carcere, tre ai domiciliari e due gli obblighi di dimora notificati dai carabinieri. L’indagine coordinata dalla procura oplontina, è stata avviata nel novembre 2015 e ha permesso di documentare l’attività di spaccio di cocaina, marijuana e hashish di un gruppo radicato a Torre Annunziata. Nell’autunno di due anni fa, fu localizzata una delle basi logistiche dell’organizzazione criminale: la palestra in disuso adiacente un istituto scolastico. I successivi accertamenti hanno consentito di accertare che gli indagati avevano a disposizione ordigni esplosivi e una pistola semiautomatica Beretta modello 92 Fs calibro 9×21, sequestrata il 15 dicembre 2016.

Tra gli episodi contestati agli arrestati ci sono una serie di atti intimidatori. Si è, infatti, potuto risalire al movente e ai responsabili di almeno due incendi avvenuti a Torre Annunziata e a Torre del Greco. Nel primo caso rimasero coinvolte tre auto, mentre nel secondo, le fiamme raggiunsero non solo una vettura parcheggiata in strada, ma anche un fabbricato vicino. Si è, inoltre, disarticolata una piazza di spaccio ad Angri, gestita da quattro degli indagati che si rifornivano di cocaina nella zona oplontina. Arresti sono stati eseguiti anche a Pompei e Trecase.

Altra destinazione della droga era Lanciano, in provincia di Chieti, dove si vendevano stupefacenti forniti da complici torresi. Nel corso delle indagini sono stati arrestati in flagranza di reato tre persone impegnate in uno dei viaggi di rifornimento verso l’Abruzzo, sequestrando un chilogrammo di marijuana.