Su disposizione della procura della Repubblica di Viterbo, i militari del comando provinciale dei carabinieri, nelle province di Viterbo, Napoli, Roma e Rieti, hanno eseguito un provvedimento cautelare emesso nei confronti di sei persone ritenute responsabili di associazione a delinquere finalizzata al riciclaggio di assegni rubati.

L’inizio dell’indagine, convenzionalmente denominata Cashier’s Check (assegno circolare), risale al gennaio 2016, quando un uomo si presentava ai carabinieri manifestando preoccupazioni per il figlio 24, il quale aveva eseguito operazioni sospette sul proprio conto corrente. In pratica aveva effettuando diversi versamenti di assegni circolari. Gli accertamenti permettevano di stabile che il giovane si era reso disponibile, con un soggetto di Viterbo, a versare sul proprio conto corrente assegni circolari rubati e poi contraffatti. L’indagine ha consentito di accertare l’illecita negoziazione di 248 assegni, rubati e poi clonati, per un giro di affari di 323.487,34 euro.

Il gip del tribunale di Viterbo, a seguito della richiesta del pm titolare delle indagini, Massimiliano Siddi, ha emesso sei misure cautelari (4 in carcere e 2 agli arresti domiciliari). Gli arrestati sono Ricciardi Salvatore di 35 anni, residente a Pomigliano D’Arco (Napoli), Salustro Giuseppe di 30 anni, residente a Viterbo, Gargano Fabrizio di 48 anni, residente a Roma; Carriere Marco Antonio di 26 anni, residente a Viterbo; Norato Immacolata di 30 anni residente a Castellammare di Stabia (Napoli) e Tomolillo Fabio di 38 anni, residente a Pomigliano D’Arco.