L’area vesuviana è costellata da “strade della morte” e non si parla soltanto della Statale 268 ma anche delle normali arterie cittadine che nel corso degli anni sono diventate teatro di decine di morti e di tantissimi feriti.

Ne abbiamo selezionate dieci dove purtroppo in tanti hanno perso la vita. Per la prossima Top Ten, infine, proporremo i “10 parchi dell’amore” più in voga del Vesuviano, insomma i dieci luoghi della zona dove sono solite appartarsi le coppiette. E perché no? Magari attendiamo qualche segnalazione.

[nextpage title=”Strada Statale 367 Palma Campania – San Paolo Belsito”]

Al decimo posto c’è dunque la Statale 367 che collega Palma Campania con San Paolo Belsito, utilizzata molto spesso per raggiungere Nola, una strada a scorrimento veloce, in alcuni tratti la visibilità è minima, soprattutto la sera, data la scarsa illuminazione.

Proprio a causa dell’alta velocità, con cui viene percorsa la strada, gli incidenti non sono mai mancati, anche mortali, basti notare gli altarini ai lati della strada per ricordare le vittime. Inoltre, nonostante si tratti di una strada statale in alcuni tratti, ai lati, ci sono dei locali e delle abitazioni, il che la rendono ancora più pericolosa. Tra le vittime, in particolare, si ricorda quella del 21enne Dino Corcione che morì alla guida di una Smart.

[nextpage title=”Strada Provinciale Nola – San Gennaro Vesuviano “]

È la provinciale che collega, appunto, i due comuni vesuviani. Strada molto lunga in cui si alternano ai lati, durante il percorso, abitazioni e terreni molto vasti. Priva di guard rail e marciapiedi, il che la rendono pericolosissima per gli abitanti della zona.

Questa strada è stata teatro di diversi incidenti, alcuni dei quali davvero molto gravi. L’ultima vittima è il 17 Michele Palma, deceduto a ottobre dopo 40 giorni di agonia. In quel terribile scontro rimasero feriti ben 5 ragazzi sangennaresi.

[nextpage title=”Via Pomigliano – Sant’Anastasia”]

Una delle strade più importanti di Sant’Anastasia, molto trafficata perché è presente l’ingresso della Statale 268. Molto spesso di sera, data la scarsa visibilità, diventa teatro di diversi incidenti alcuni dei quali molto gravi, dovuti ai pirati della strada che superano i limiti previsti per quel tratto e che non rispettano i segnali stradali in prossimità delle rampe che portano alla famosa “superstrada della morte”.

Proprio in tempi recenti si sono registrati ben due sinistri con feriti gravi, uno dei quali aveva coinvolto un centauro di Somma Vesuviana che a lungo è rimasto in pericolo di vita. Precedentemente si erano invece scontrate due vettura, ma tamponamenti e schianti meno gravi sono praticamente all’ordine del giorno.

[nextpage title=”Via Futa – Boscoreale”]

Strada stretta e poco illuminata, stiamo parlando di Via Futa a Boscoreale. A far parlare di questa via è sicuramente il pericolosissimo incrocio tra via Futa e via Brancaccio nella zona del rione Marchesa tra Boscoreale e Poggiomarino. I tanti incidenti hanno fatto si che questo incrocio venisse rinominato “incrocio della morte”.

Con il tempo, le varie amministrazioni comunali, hanno cercato di ovviare a questa situazione con l’inserimento di segnaletica e dossi, purtroppo però gli incidenti continuano ad esserci. Il problema è che quel quadrivio, il vero pericolo dell’arteria, è completamente cieco agli automobilisti che lo percorrono.

[nextpage title=”Viale Alfa – Pomigliano D’Arco”]

La pericolosità di questa strada è dovuta soprattutto all’incrocio tra viale Alfa Romeo, via Roma e via Mauro Leone. Incrocio tra i più noti della città, è da lì infatti che passano la maggior parte dei cortei delle manifestazioni operaie e, soprattutto, è la strada principale per raggiungere la zona industriale dai quartieri del centro.

Negli anni è diventato famoso anche per la sua pericolosità e per l’elevato numero di incidenti. L’impianto di semafori ai lati non funziona più da molto tempo e, negli orari di maggiore traffico, è spesso congestionato. Le segnalazioni di incidenti all’incrocio sono pressoché quotidiane.

[nextpage title=”Via Tavernanova (Palma Campania – Poggiomarino)”]

Strada importante in quanto collega Palma Campania con Poggiomarino, e l’importanza si equivale con la pericolosità di questa strada. La visibilità è scarsa soprattutto in prossimità delle curve e nelle ore notturne data l’assenza di illuminazione.

Guardrail assenti lungo la carreggiata, il che rende la strada ancora più pericolosa a causa dei diversi piloni dell’energia elettrica ai lati della stessa che, negli anni ha portato a diversi incidenti mortali. Tra le vittime si ricordano Pasquale Giulio Annunziata studente di Poggiomarino e Antonio Carbone, morto nel 2004 subito dopo avere dato gli esami di maturità.

[nextpage title=”Via Ripuaria – Pompei “]

Una strada pericolosa da percorrere tra rifiuti e tratti dissestati. Spesso allagata con il Sarno che straripa ad ogni temporale, acqua che spesso paralizza un intero paese. I diversi incidenti hanno prodotto, da parte dei residenti, la richiesta di segnali stradali che mancano o di un semaforo soprattutto in corrispondenza del pericoloso incrocio che ha portato a diverse morti nel tempo, in modo che le persone non pratiche della zona vengano avvisate di rallentare proprio in prossimità dello stesso incrocio.

Via Ripuaria, inoltre, è la strada dove persero la vita Nunzia Cascone e Anna Ruggirello, madre e figlia di Pompei che dopo un tamponamento finirono nel fiume con la propria Panda. Il corpo della ragazza venne recuperato ancora all’interno della vettura, mentre quello della donna fu rinvenuto in Sardegna, ormai finito in mare, a mesi di distanza. Tuttavia, il dramma di Nunzia e Anna non è l’unico grave sinistro avvenuto su via Ripuaria.

[nextpage title=”Via Circonvallazione – Somma Vesuviana”]

Una delle “strade killer” per eccellenza dell’hinterland vesuviano, si tratta di via Circonvallazione (o Circumvallazione) di Somma Vesuviana. Una delle strade principali del paese, molto lunga e piena di incroci pericolosi. È facile trovare auto e centauri che superano i limiti di velocità su questa strada.

Inoltre, gli abitanti della zona, tante volte si sono lamentati di questo pericolosissimo tratto di strada, risalente agli anni ’60 e teatro, nel corso degli anni, di innumerevoli incidenti mortali. Tra le vittime recenti quella del 18enne Antonio Manzo che si trovava a bordo di uno scooter quando venne buttato giù da una vettura morendo sul colpo.

[nextpage title=”Via Turati – Poggiomarino”]

“Stradone” che collega Poggiomarino con San Giuseppe Vesuviano. Si tratta di una delle strade principali del comune vesuviano eppure, come spesso accade, anche una delle più trascurate. Illuminazione poco funzionante e buche ovunque che spesso vengono coperte, con del terreno, dagli stessi abitanti.

Inoltre, su questa strada, diversi sono stati gli incidenti, molti dei quali anche mortali. Nella mente dei cittadini è ancora presente l’impatto della notte di dicembre del 2015 quando in uno schianto morirono due 22enne di Ottaviano. Un incrocio, quello con via Piano del Principe, in cui decenni fa persero la vita anche due suore. Tuttavia l’intera strada è spesso teatro di gravi sinistri.

[nextpage title=”Via Zabatta (Terzigno – San Giuseppe Vesuviano – Ottaviano)”]

Strada di importanza rilevante che congiunge i comuni a nord del Vesuvio con Napoli, ridotta ad arteria di passaggio, da quando è stata costruita la Statale 268 del Vesuvio. Circondata da campagne che con un minimo di pioggia riversano tonnellate di terreno, alzando il livello stradali con dossi alti più di un metro. Pericolosissima per gli automobilisti, mortale per i motociclisti.

Nel tempo è stata anche percorsa da migliaia di autocompattatori al giorno che per anni hanno raggiunto la discarica di cava Sari, automezzi fuori contesto che hanno creato fossi e voragini. Percorsa a piedi da persone che vi abitano, costretti a camminare sulla strada, senza guardrail e senza marciapiede. Non si contano gli incidente mortali o con feriti gravi che sono accaduti nel tempo. Intanto, proprio di recente, le amministrazione comunali stanno mettendo in atto dei restyling per il manto stradale e per l’illuminazione.