Si è tenuta presso la sede di Eccellenze Campane a Napoli, la presentazione del libro di Maurizio De Giovanni “Pane per i Bastardi di Pizzofalcone”, ultimo arrivato de “l Bastardi di Pizzofalcone”, la serie di bestseller pubblicati da Einaudi da cui è tratta la fiction attualmente record di ascolti su Rai 1.

Ospiti   della   giornata   l’attore Massimiliano Gallo, Gianni Sallustro, direttore dell’Accademia Vesuviana del Teatro e Riccardo Monti, presidente di ItalFerr e già presidente Ice. La trama di “Pane per i Bastardi di Pizzofalcone” si svolge nel mondo dei panifici napoletani ed esalta la produzione del lievito madre, in linea con la valorizzazione dei prodotti tipici locali di cui la terra campana è espressione. Non a caso Eccellenze Campane ospita un panificio specializzato nella produzione di lievito madre, proprio in perfetta sintonia con il giallo proposto dall’autore.

«Ospitare   un   autore   come   Maurizio de Giovanni – afferma Paolo Scudieri patron di Eccellenze Campane – i cui libri sono stati tradotti in Francia, Germania, Spagna, Russia, Inghilterra, Danimarca e Stati Uniti, riempie di senso la nostra più intima vocazione, quella di esaltare il buono di questa terra, in questo caso non solo gastronomico, come il lievito madre, ma anche letterario».

L’evento curato dalla promotrice Rosa Carillo Ambrosio e si inserisce in un percorso che Eccellenze Campane ha avviato per integrare e valorizzare le “eccellenze” del mondo culturale – artistico e musicale della nostra regione.

Tante le domande del pubblico, tra cui spicca la domanda degli speaker di Radio Stereo 5: «Si può superare lo stereotipo sociale e culturale di Napoli, laddove le eccellenze enogastronomiche sono universalmente riconosciute?». A questa domanda de Giovanni risponde: «Questo non è un posto che avrà mai la grande trasformazione, non siamo un popolo di industriali, ma abbiamo una serie di risorse che abbiamo solo noi. Il passaporto culturale che ci consente di passare la dogana è la nostra tradizione. E mi rende felice il fatto che i turisti non vengono più a Napoli per andare a Capri o in Costiera, ma per restare a vedere Napoli e in questo modo far muovere una certa economia locale. Se uno racconta una storia e la gente viene qui a me fa piacere perché porta gente, porta alberghi pieni, visite nei luoghi dove sono state girate le scene di un film. Questa città da qui deve prendere le risorse».