Reina: Nel primo tempo, due uscite e due ottimi interventi su Chiesa e Astori. Nella ripresa, fa buona guardia regalando sicurezza ai suoi. Voto 7

Albiol – Maksimovic: Con le buone e con le cattive, tengono a bada l’attacco viola. Voto 7 – 7

Strinic – Hysaj: Buono il contributo in ambo le fasi, il croato va tenuto in maggiore considerazione anche con il rientro di Ghoulam. Mezzo voto in meno per il rosso nel finale, ma l’albanese ha offerto una prova di cuore e determinazione, costretto tra l’altro dopo l’uscita di Strinic, a spostarsi a sinistra. Voto 7 – 6.5

Zielinsky: Gioca a sprazzi, non dando mai l’impressione di essere appieno nel match. Voto 6.5

Hamsik: Come Zielinsky, ma ha il merito dell’assist vincente! Voto 7-

Diawara: Il gol è anche in parte suo, calciatore intelligente e dotato di spiccata personalità. Voto 7

Insigne: Cresciuto con i minuti fino a diventare imprendibile; quella giocata su Sanchez, con controllo di tacco ad andar via, è folle poesia. Due traverse gli negano la gioia personale, rientra e aiuta in fase passiva con grande generosità. Voto 8

Callejon: Match-winner di giornata, con un gol di testa che oltre nell’esecuzione, ha nei tempi di inserimento la sua essenza calcistica! Nel finale, bravo e furbo a guadagnare secondi preziosi. Gli andrebbe proposto un contratto a vita, e soprattutto andrebbe clonato. Voto 8

Pavoletti: In un sistema di gioco simile, devi essere un top player assoluto per ‘subentrare’ senza colpo ferire… La presenza in area c’è, nel primo tempo sciupa la sola occasione che ha, sparando alto dopo un buon controllo. Nella ripresa un paio di sponde e qualche dialogo con i compagni, lasciano ben sperare. Nessuna bocciatura, va aspettato, consapevoli che siamo di fronte ad un giocatore che in questa A può dare il suo contributo, ma che non è Suarez o Lewandosky o Cavani o Icardi. Voto 6

Mertens: Non è forse un caso che il suo ingresso coincida con la rete azzurra… Voto 6.5

Maggio: Combatte mettendoci agonismo e dedizione, ma i limiti traspaiono. Voto 6

Allan: S.V.

Calzona / Sarri: Nessun turn-over a cominciare dal portiere, la vera novità è Pavoletti in attacco: giusto dare minuti e movimenti all’ultimo arrivato. Fino alla ‘nasata’ di Astori, su cui è decisivo Reina, primo tempo in equilibrio con i viola più pericolosi. Da quel momento è il Napoli a prendere la gara in pugno, senza però concretizzare la mole di gioco. Nella ripresa, partono meglio i toscani ‘traditi’ stavolta da Kalinic e Bernardeschi, non da uno straordinario Chiesa, figlio d’arte, che se del padre avrà anche la prolificità, potrà eguagliarlo e finanche ‘superarlo’. Con il passare dei minuti, il Napoli riprende campo e il controllo della gara fino e dopo la rete. Il finale è convulso, si gioca poco con due espulsioni in pochi minuti e tante interruzioni, il Napoli soffrendo stile Milano, con quella cattiveria che sembra una “piacevolissima orgiastica novità”, allontana ogni attacco gigliato, regalandosi la semifinale di Coppa Italia. Partita vivace ed equilibrata, mai banale tra due squadre che giocano a calcio e che nel finale, contravvenendo forse alla loro natura, non hanno risparmiato genuina e ancestrale combattività. Importante non aver preso gol, e soprattutto aver dato in qualche modo seguito, a quella capacità di soffrire cui faceva riferimento lo stesso mister nel post-gara meneghino. È in quello spirito che si racchiude la formula per fare lo step ultimo, è con quello spirito che superi, per dirla con Sarri, il 95%, avvicinandoti al 100%… trasformandoti da buona squadra che gioca un calcio meraviglioso, scintillante, spumeggiante, tikitakoso, divertente, europeo e blablabla a GRANDE SQUADRA che PUÒ (davvero) VINCERE.

Arbitro: Direzione equa e senza particolari errori. Il finale non è semplicissimo, giusto il doppio giallo a Hysaj, il rosso per M. Olivera è dipeso da una simulazione segnalata dal suo assistente di linea. Voto 6

Fiorentina: Attraversa un ottimo momento di forma dopo un inizio stagionale non esaltante. Ottimo mix tra giocatori di esperienza e giovani interessantissimi: Bernardeschi, poco pimpante, e Chiesa su tutti.

Coppa Italia: Una manifestazione che, come dimostra il tabellone, pur venendo (fintamente) snobbata dalle ‘big’, annovera sempre le stesse protagoniste, segno che poi tanto coppetta non è… Non avrà ne’ una formula romantica che favorisce le piccole, ne’ una che ne elevi lo spettacolo, ma piaccia o meno, è il secondo trofeo nazionale che la Lega assegna. Per quanto ci concerne, dopo aver eliminato Spezia e Fiorentina, ora ci tocca la semifinale vs Juve o Milan, unico turno per cui è previsto il doppio impegno, con il ritorno da giocare al San Paolo…