Il ministro Lorenzin sul caso Nola: «Nella notte della vergogna 320 accessi al pronto soccorso»


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«Ho chiesto al comando carabinieri per la tutela della salute di accertare le cause che hanno determinato la gravissima situazione registrata all’ospedale di Nola: i carabinieri dei Nas hanno evidenziato che tra la mattina del 7 e la serata dell’8 gennaio hanno avuto accesso al pronto soccorso dell’ospedale di Nola 265 persone, con una punta massima di 320 rispetto a una media giornaliera di 166 accessi». Lo ha detto il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, rispondendo al question time alla Camera in merito ai pazienti assistiti a terra all’ospedale di Nola per mancanza di posti letto.



«Gli accertamenti compiuti – ha proseguito Lorenzin – hanno permesso di verificare che non c’erano i protocolli che avrebbero permesso di utilizzare i posti letto tecnici disponibili, day hospital oncologico o dialisi, che avrebbero potuto essere occupati da pazienti del pronto soccorso. Allo stesso modo avrebbero potuto essere utilizzati i posti letto del vicino ospedale di Pollena a 15 minuti da Nola».

Secondo il ministro l’incremento degli accessi al pronto soccorso «assolutamente prevedibile, ha palesato evidenti criticità del sistema di gestione dell’emergenza-urgenza dell’ospedale di Nola, della Asl Napoli 3 e più in generale della Regione Campania».

Ha infine concluso Lorenzin: «Quello accaduto è un fatto di inaudita gravità e le immagini di persone che vengono curate mentre sono sdraiate a terra lungo i corridoi di un ospedale non sono degne del nostro servizio sanitario».

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