Gravi minacce di morte a Luca Abete: «Ti uccideremo a Napoli»


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Minacce di morte via web. Si è ripetuto quanto già era accaduto due anni fa: «L’inviato di Striscia la Notizia Luca Abete è stato minacciato di morte con una pagina Facebook, intitolata “Luca Abete che prima o poi morirà ammazzato a Napoli”, e due modifiche su Wikipedia, una alla voce dedicata all’inviato, in cui era stata fissata la data della sua morte a oggi; l’altra alla voce “Morti nel 2017”, dove era stato aggiunto il nome di Abete».



È quanto si legge in una nota diffusa dall’ufficio stampa del Tg satirico dove si precisa che «ora la pagina Facebook è stata rimossa dal gestore, così come sono state ripristinate le corrette versioni su Wikipedia, ma – si aggiunge nel comunicato – ciò non diminuisce la gravità dell’accaduto».  Striscia la Notizia fa presente che «si tratta dell’ennesima intimidazione, che fa seguito alle tante minacce già pervenute a Luca Abete per le sue inchieste scomode in territori pericolosi.

L’inviato in questione ha commentato: «Queste inchieste si fanno sempre più difficili, anche per la diffusa campagna che tende a cancellare o a minimizzare quanto di illecito e illegale c’è a Napoli e ad accusare chi denuncia questi fenomeni di volere il male della città. Non c’è dubbio che Napoli sia una città ricca d’arte, storia e bellezza, ma purtroppo non è solo questo, e chi ne ignora il lato oscuro non fa certo il bene della città».

Il servizio “incriminato” andrà in onda questa sera a Striscia la notizia, Canale 5 ore 20.40.  «Questo è il prezzo che sono costretti a pagare coloro che con coraggio raccontano realtà scomode e taciute da tutti – ha aggiunto Luca Abete – Dopo la pagina Facebook sulla mia morte di qualche giorno fa, ecco una nuova intimidazione: hanno modificato così la scheda su Wikipedia che parla di me. Secondo loro oggi dovrebbe essere il mio ultimo giorno… non hanno capito, invece, che siamo in tanti e… NonCiFermaNessuno!!!».

Abete ha ringraziato per la marea di post di solidarietà: «Siete tanti e non ne avevo dubbi. Facciamo sentire sempre la nostra voce: questa minoranza vigliacca, balorda e incivile sa far tanto rumore da sembrare più numerosa di quanto lo è realmente. Alla fine… siamo più forti noi».

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