I finanzieri del comando provinciale della Guardia di Finanza di Napoli, nel quadro della costante attività svolta dal corpo nel settore della tutela della sicurezza economico-finanziaria rivolta alla prevenzione e repressione dei fenomeni illeciti, hanno tratto in arresto due cittadini dell’hinterland napoletano i quali, a bordo di una autovettura modello Smart, hanno cercato di sottrarsi ad un controllo di polizia.

Uno di loro è Umberto De Luca Bossa, figlio di Antonio, ergastolano del clan. In particolare, alla vista della pattuglia delle Fiamme Gialle di Torre Annunziata, il conducente dell’auto invertiva il senso di marcia e si dava a precipitosa fuga per le strade adiacenti il casello autostradale di Torre Annunziata Sud. Prontamente raggiunta e fermata, i finanzieri rinvenivano nascosta sotto il sedile lato passeggero una pistola Beretta modello Fs, calibro 9×21, risultata perfettamente funzionante.

L’arma era pronta all’uso in quanto aveva già il colpo “in canna”. Il conducente della vettura è risultato essere il figlio di un boss della criminalità organizzata, conosciuto come uno dei protagonisti assoluti della storia criminale di Ponticelli degli anni novanta, fedelissimo dei Sarno. Lo stesso si trova in cella da quasi vent’anni, sottoposto al regime speciale di detenzione di cui all’articolo 41 bis, per via di una condanna – definitiva – all’ergastolo.

Complessivamente, l’operazione di servizio odierna ha permesso di sottoporre a sequestro l’autovettura su cui viaggiavano i fuggitivi, l’arma completa di caricatore e 15 cartucce, banconote per euro 445 euro, 1,4 grammi di sostanza stupefacente del tipo marijuana e 3 telefoni cellulari. I responsabili, un ventiduenne ed un venticinquenne, su disposizione della Procura della Repubblica presso il tribunale di Torre Annunziata, sono stati associati alla casa circondariale di Napoli a Poggioreale.