Come era stato abbondantemente previsto è fallita la trattativa tra la Dema ed il Fondo americano Lcv. E ora ci provano gli inglesi del Fondo Bybrook Capital. Dema è l’azienda del settore aeronautico che vanta il negativo primato di essere entrata per prima in crisi dopo che Leonardo ha chiuso i rubinetti e stabilito di non rinnovare più i contratti con la società di Somma Vesuviana che operava per la ex Agusta in monocommittenza.

Da allora è trascorso più di un anno con il tentativo, fino ad ora non centrato, di trovare un soggetto disposto ad immettere risorse utili alla trasformazione e alla ricollocazione sul mercato. Era partito alla fine di novembre l’allarme da Somma Vesuviana, dove Dema ha lo  stabilimento che conta circa 500 tute blu, che la trattativa in corso con il Fondo americano Lcv rischiava di fallire.

Le Rsu e i sindacalisti vesuviani ci avevano visto giusto e avevano lanciato l’allarme del fallimento della trattativa utile alla società aeronautica per introitare nuove risorse, cospicue risorse che si contavano in circa 6 milioni di euro Era maggio quando Dema annunciò l’avvio della trattativa con il Fondo americano Lcv. L’immissione di nuove risorse nella società aveva l’obiettivo di diversificare la produzione e ricollocare l’azienda sul mercato e così salvare stabilimenti e lavoratori.

Ma il meccanismo ad un certo punto si è inceppato e le organizzazioni sindacali di Somma Vesuviana hanno fatto sapere che il Fondo si sarebbe tirato indietro in quanto avrebbe ritenuto Dema una società ad elevato rischio finanziario e lo avrebbe fatto all’ultimo momento visto che il Fondo si sarebbe dovuto insediare il 16 novembre scorso. Adesso arrivano i britannici, ma per ora di certo c’è solo che il ministero dello sviluppo ha convocato un nuovo incontro per il 7 febbraio alle 15.