Uccisero imprenditore di Ottaviano dopo rapina: i carabinieri-killer accusati di altri tre “colpi”

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Il vizietto delle rapine ce l’avevano da un pezzo. Prima di incappare nel sanguinoso assalto di Ottaviano in cui rimase ucciso l’imprenditore 28enne, Pasquale Prisco, avevano preso di mira supermercati e bar del padovano. I due ex carabinieri, già in servizio al IV Battaglione Veneto, con sede a Mestre, sono stati raggiunti nel carcere militare di Santa Maria Capua Vetere da una nuova ordinanza di custodia cautelare con l’accusa di rapina aggravata.



È il clamoroso esito dell’indagine compiuta dagli investigatori dell’Arma, coordinati dai pubblici ministeri Sergio Dini e Benedetto Roberti. A Jacopo Nichetto, 36 anni, di Chioggia, e Claudio Vitale, 42 anni, di Cercola, vengono contestati tre colpi, uno dei quali sventato grazie alla reazione dell’esercente e dei suoi clienti. I due carabinieri agivano senza adottare le più elementari precauzioni, impugnando le pistole d’ordinanza e spostandosi con un’auto di proprietà. Intanto per la rapina al supermercato Etè e l’omicidio di Pasquale Prisco per i due è stato chiesto l’ergastolo.

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