Tronchi d’albero sui binari della Circumvesuviana: i macchinisti lanciano l’allarme

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Come sempre il sindacato Orsa si rende portavoce dei lavoratori verso l’azienda, per rappresentare i reali pericoli e le difficoltà che possono trovare lungo la rete ferroviaria e, purtroppo, «come sempre i dirigenti dell’Eav srl non perdono l’occasione per dimostrare la propria inadeguatezza a ricoprire quelle cariche così delicate e così lautamente remunerate».



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«Il giorno 28 novembre è stata portata all’attenzione una situazione potenzialmente pericolosissima presso la vecchia fermata (poi dismessa) della Circumvesuviana di Castellammare Terme, è una circostanza che si verifica ogni anno e non ci sarebbe certamente bisogno delle nostre segnalazioni, se però lavorassimo in un’azienda accorta alla sicurezza dei viaggiatori e dei lavoratori. In occasione dell’otto dicembre a Castellammare si accendono grandissimi falò e i ragazzi dei vari “rioni” della città fanno a gara a chi lo fa più alto, ebbene è proprio dal costone che sovrasta il percorso ferroviario che alcuni alberi di grosso fusto vengono tagliati, ovviamente in modo indiscriminato, senza tener presente dei danni potenziali che possono causare durante il passaggio dei treni, poi durante la notte i tronchi vengono trasportati giù in paese o lasciati di fianco ai binari in temporaneo deposito, senza che l’EAV provveda a rimuoverli o allerti la Forestale, i Carabinieri, i Pompieri e magari anche l’amministrazione cittadina o i proprietari dei terreni interessati».

E ancora: «Eppure sono tutti obblighi previsti dalla legge. No, per l’Eav è tutto più semplice, si segue la legge del “io speriamo che me la cavo”, si porta il limite di velocità della tratta a 10 chilometri orari e nel caso che qualche albero vada a colpire il treno si dà la colpa al macchinista che magari circolava a 11 orari con una violazione del limite del 10% e il caso è chiuso. Questo indecente scaricabarile dell’azienda sule spalle dei lavoratori e sulla pelle dei viaggiatori non è più tollerabile, soprattutto perché se c’è chi afferma che essa deve essere “una casa di vetro”, dove tutto è trasparente, dove tutto è legale… poi lo deve dimostrare nei fatti concreti, non solo con le chiacchiere», conclude la nota.

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