Poggiomarino, duro manifesto del sindacato dei vigili contro Annunziata: «Negati i nostri diritti»

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Sindacato dei vigili urbani di Poggiomarino sul piede di guerra. È di ieri la notizia della proclamazione dello stato di agitazione del Corpo della polizia municipale da parte della sigla di categoria il Diccap. In particolare il sindacato manifesta contro l’attuale e le precedenti amministrazioni comunali di Poggiomarino per aver abbandonato il comando a un destino oramai segnato: «Negli ultimi 10 anni l’amministrazione comunale non ha voluto assumere nuovi agenti, ma ha preferito assumere altre figure professionali. Pertanto il corpo di polizia municipale che dovrebbe avere un organico di 28 operatori, da vari anni è stato ridotto a meno della metà, con 11 operatori in servizio, divisi in due turni, con età media di circa anni 60», c’è scritto in un manifesto diffuso in città.



E ancora, per non parlare poi degli straordinari effettuati e non retribuiti o “compensati” con giorni di riposo aggiuntivi. Il sindacato poi manifesta anche il suo disagio per il presunto sistematico boicottaggio dell’amministrazione comunale a tutte quelle iniziative di confronto che potrebbero portare ad un miglioramento dell’attuale target operativo del comando. La sigla afferma anche l’impossibilità di poter effettuare assemblee sindacali perché rifiutate dal Comune, «per ultimo, si evidenzia che, questa organizzazione sindacale ha indetto un’assemblea sindacale per il 7.12.2016 ma, il sindaco Leo Annunziata ha negato al personale di Polizia Municipale l’uso della sala consiliare impedendo loro di poter effettuare tale assemblea, mentre la stessa è stata concessa sia per altre assemblee di dipendenti, sia per riunioni di associazioni private».

Insomma si preannuncia un Natale difficile per la nascita di questa nuova vertenza, un comando dei vigili accusato da più persone di essere poco efficiente e ora, dopo anni di silenzio, gli operatori hanno deciso di rompere il muro e di raccontare la loro “verità” tramite il sindacato. Una brutta gatta da pelare per il comandante Rita Bonagura, già costretta a fare i salti mortali insieme ai propri uomini per garantire gli interventi sul territorio.

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