L’olio di palma non è il vero nemico: ecco a quali alimenti bisogna fare attenzione per la salute


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Ci troviamo al supermercato e ci accingiamo a fare la spesa; ovviamente vogliamo che sia salutare quindi non c’è dubbio, la direttiva da seguire è una sola: comprare prodotti “senza olio di palma”, il nemico numero uno del momento. Quanti, aldilà dei numerosi messaggi pubblicitari che ne parlano, lo conoscono veramente? Vediamo insieme di cosa si tratta.



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Innanzitutto l’olio di palma si ottiene dal mesocarpo del frutto della palma della specie Elaeis guineensis. La prima fase di lavorazione a cui viene sottoposto è un processo di pressatura a basse temperature e di separazione dall’acqua che dà come prodotto un olio dal colore rosso intenso dato dalla presenza di carotenoidi. Questo prodotto è molto delicato e deve essere conservato in condizioni idonee di luce, aria e temperatura.

Per quanto riguarda la sua composizione i principali grassi sono l’acido palmitico e l’acido oleico. Il primo è stato ufficialmente riconosciuto come non aterogenico (quindi non coinvolto nella formazione delle placche arteriosclerotiche che occludono i vasi sanguigni) e il secondo è quell’acido grasso che dà tanto lustro all’olio extra vergine d’oliva grazie alle sue proprietà protettive sull’apparato cardiocircolatorio. Il prodotto grezzo così ottenuto è inoltre ricco di antiossidanti e di fitocomposti.

A questo punto ha inizio il processo di raffinazione che si articola in diverse fasi che, in sintesi, sono le seguenti: neutralizzazione: per eliminare gomme e cere; sbiancamento: per eliminare coloranti, fosfati, metalli e minerali; deodorizzazione: per eliminare le molecole aromatiche. Tutti questi processi inoltre eliminano completamente qualsiasi antiossidante e fitocomposto.

La composizione in acidi grassi non cambia particolarmente con il processo di raffinazione ma quest’ultimo porta alla formazione di acidi grassi trans, quelli veramente dannosi per la salute. Alla fine di tutte queste fasi si otterrà un prodotto senza gusto e senza aromi, perfetto per essere “nascosto” nella maggior parte dei prodotti che troviamo sugli scaffali dei supermercati.

Come potete ben capire il problema quindi non è l’olio di palma, che di per sé vanta ottime proprietà, ma i processi ai quali viene sottoposto. Situazione però analoga a quella che si verifica con molti altri oli in quanto le fasi di lavorazione del processo di raffinazione sono le stesse; anche un olio d’oliva raffinato non ha nulla a che vedere con un olio extra vergine d’oliva!

Se andassimo ad analizzare la composizione della maggior parte dei prodotti che troviamo sugli scaffali dei supermercati troveremmo ingredienti di bassa qualità, poco costosi, e fortemente alterati e impoveriti dai processi di lavorazione a cui vengono sottoposti, proprio come l’olio di palma raffinato. Quindi il problema sono veramente i biscotti e le merendine contenenti l’olio di palma? O si tratta solo di un escamotage per vendere di più e per distogliere l’attenzione da altri ingredienti, ancor più dannosi per la salute, ma che sono molto convenienti per l’industria alimentare (leggi zucchero bianco raffinato)?

Volete fare un spesa salutare? Prendiamo come esempio le merendine; la soluzione quindi non è comprare quelle senza olio di palma? No, la soluzione è comprare burro di alta qualità, magari da qualche produttore locale, farina integrale, uova del contadino, miele o zucchero di canna integrale, e farsele da soli! *Biologa Nutrizionista – Consulente H.A.C.C.P.

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